CNIPA: “Aumentano servizi online e uso dell’email”

Cresce il numero dei servizi disponibili online. Aumenta l’uso della posta elettronica. L’Italia si pone al primo posto in Europa per la firma digitale. Ma nonostante i progressi fatti, risulta ancora carente o mancante la fase dei pagamenti online, mentre lo sviluppo dei servizi di e-Government risente degli ostacoli incontrati dalla diffusione di strumenti quali la Carta d’Identità Elettronica. E per quanto riguarda la spesa per l’informatica, nel 2005 si è registrato un incremento della spesa delle amministrazioni locali e degli enti pubblici nazionali mentre quella delle pubbliche amministrazioni centrali ha messo in evidenza una contrazione di oltre il 6%, determinata dai tagli previsti nella finanziaria 2005 e da altri provvedimenti legati al controllo della spesa pubblica. È questo lo stato dell’informatizzazione nella PA che risulta dalla Relazione annuale 2005 presentata oggi a Roma dal CNIPA, il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.

Aumenta il numero dei servizi disponibili online: erano 205 nel 2004 e sono diventati 243 nel 2005. Aumenta il numero dei siti web della PA, che passano dai 767 del 2004 ai 953 del 2005, e aumenta l’accesso da parte del pubblico: dai 262 milioni di visite nel 2004 ai 376 milioni dello scorso anno. Le aree tematiche più visitate sono sicurezza sociale, risorse economiche, attività produttive, infrastrutture, salute e ambiente e istruzione. Tutte le amministrazioni hanno un sito istituzionale: il numero annuo di visite medie per sito gestito è pari a 385 mila e i siti più visitati sono quelli dell’Istruzione (con circa 93 milioni di visite) e del Consiglio di Stato (con circa 70 milioni di visite). Dalla Relazione emerge che la diffusa disponibilità negli uffici pubblici dei personal computer in rete rappresenta la premessa per un uso abituale della posta elettronica. Nelle amministrazioni e negli enti centrali il rapporto fra caselle di posta elettronica e dipendenti informatizzabili negli ultimi tre anni è quasi raddoppiato passando dal 48% del 2002 all’86% del 2005. Lo scorso anno sono state avviate 30 iniziative di applicazione di posta elettronica in 300 procedimenti amministrativi, con un investimento di 50 milioni di euro e innescando un risparmio a regime di 150 milioni di euro l’anno. Aumenta quindi l’uso e la diffusione della posta elettronica: il numero di caselle di posta è diventato, da 392 mila nel 2004, 471 mila nel 2005; il numero dei messaggi scambiati all’interno della PA passa da 280 milioni nel 2004 a 335 milioni nel 2005; cresce anche il numero dei messaggi scambiati con l’esterno (da 170 milioni a 240 milioni nel 2005). L’Italia si pone al primo posto in Europa per la firma digitale (sono stati diffusi oltre 2,3 milioni di smart card). Lo stato di avanzamento di 134 progetti di e-Government, che hanno coinvolto ben 4 mila amministrazioni locali, ha raggiunto il 92%: 62 progetti sono conclusi e ci sono 2 mila servizi disponibili in rete. Le amministrazioni locali hanno valutato in circa 700 milioni di euro i risparmi annui realizzabili a regime. Dal marzo 2005 è attivo il Portale nazionale delle Imprese promosso dal CNIPA. Nel 2005 l’impegno di spesa per beni e servizi informatici è stato di 1.676 milioni di euro, con una riduzione in valore assoluto di circa 53 milioni di euro pari al 3,1% rispetto all’anno precedente: in particolare, si è registrato un incremento della spesa informatica delle amministrazioni locali e degli enti pubblici nazionali, mentre quella delle pubbliche amministrazioni centrali ha messo in evidenza una contrazione di oltre il 6%.

Nonostante i molti progressi fatti, risulta carente o mancante la fase finale del pagamento on-line. E partendo dall’obiettivo è di "essere utili ai cittadini", per misurare la soddisfazione degli utenti è stato costituito un Centro di competenza sulla customer satisfaction. Accanto alle luci non mancano aspetti critici. Il presidente del CNIPA Livio Zoffoli ha rilevato che "lo sviluppo dei servizi di e-Government risulta limitato dalla scarsa diffusione degli strumenti digitali di accesso per il riconoscimento in rete del cittadino". Così, "l’originale disegno di sostenere tale fondamentale obiettivo attraverso l’emissione della Carta d’Identità Elettronica è stato vanificato da una visione corporativa, da veti e incomprensioni, che hanno causato una situazione tecnicamente insostenibile e non positiva per il Paese". Per questo, ha aggiunto, "serve saggezza e un ripensamento in chiave politica che promuova un’azione tempestiva per assicurare un quadro di riferimento chiaro, coerente, efficace, indirizzato alla rapida diffusione e integrazione fra i vari strumenti di accesso in rete disponibili, ossia Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi e Tessera Sanitaria".

Nell’ambito della televisione digitale terrestre il CNIPA ha co-finanziato 29 progetti e 15 amministrazioni hanno in onda i nuovi servizi. Zoffoli ha sottolineato che "il principio di collaborazione tra Stato e Autonomie locali è stato concretamene attuato anche con la realizzazione del Sistema Pubblico di Connettività-SPC", ossia la superstrada digitale che collegherà tra loro tutte le amministrazioni pubbliche, centrali e locali, del nostro Paese. La Rete telematica pubblica si estende all’estero, collega oltre 250 uffici pubblici (ambasciate, consolati, uffici Ice, etc.) ed entro l’anno ne annetterà altri 200. Zoffoli ha lanciato la proposta di "aprire l’SPC anche all’uso dei cittadini: ciò può rappresentare un atto concreto per ridurre il divario digitale e rendere più facile l’accesso al crescente numero di servizi in rete della PA, sia centrale che locale, consentendo una miglior utilizzazione di questa nuova risorsa". In sostanza, ha aggiunto, "l’enorme capacità di banda larga pubblica, il cui costo è fisso, potrebbe essere resa disponibile ai cittadini nelle ore in cui gli uffici pubblici non la usano".

La riforma digitale può consentire il recupero di produttività della Pubblica Amministrazione e di conseguenza sostenere la crescita del Sistema Italia, ma a condizione che si investa nel fattore umano: è quanto emerge in sintesi dalla Relazione annuale sull’attività nel 2005 del CNIPA. La fotografia pone in evidenza, come ha detto Zoffoli, che "il percorso di innovazione tecnologica sostenuto dal CNIPA ha assunto caratteristiche di irreversibilità e di crescente visibilità, come confermano la diffusione delle applicazioni di e-Government sul territorio nazionale, la maturità raggiunta in termini di consapevolezza diffusa del loro valore da parte delle istituzioni e della società civile, la crescente domanda di servizi pubblici disponibili in rete".

"Ritengo che un cambiamento della Pubblica Amministrazione debba passare attraverso l’innovazione": questo il commento del Ministro per le riforme e l’innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais, che ha sottolineato come sia necessario "tenere insieme la componente tecnologica e quella umana". "Per innovare dobbiamo lavorare sui nostri funzionari, dobbiamo valorizzare il personale della Pubblica Amministrazione perché le nuove tecnologie richiedono una formazione diversa dal passato. E abbiamo bisogno di coinvolgere le amministrazioni locali. Dobbiamo passare dalla logica del possesso alla logica della condivisione dei dati".

Comments are closed.