COMMERCIO. Apertura negozi, Antitrust: regolamenti locali limitano la concorrenza

Regolamenti locali e norme regionali che disciplinano l’apertura dei negozi e le giornate di chiusura in occasione delle festività presentano limitazioni alla concorrenza. È quanto emerge dalle Osservazioni in materia di apertura degli esercizi commerciali in Italia presentate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nelle relazione l’Antitrust esamina una serie di denunce arrivate fra aprile, maggio e giugno 2008, che disegnano un quadro frastagliato in relazione alla liberalizzazione dell’apertura nei giorni festivi e nelle domeniche, con discipline regionali e regolamentazioni di enti locali che l’Antitrust considera restrittive della concorrenza. L’Autorità invece "auspica che tutti gli enti territoriali che abbiano adottato regolamentazioni ingiustificatamente restrittive" riesaminino "le rispettive regolamentazioni nella parte in cui non consentono agli esercizi commerciali una libera determinazione delle modalità di svolgimento della propria attività economica".

L’Antitrust riporta le denunce pervenute. Emerge che la disciplina in materia di commercio impone in Emilia Romagna, Lombardia e Umbria obblighi generali di chiusura in dieci festività annue. In Umbria si può derogare all’obbligo di chiusura "solo da parte degli esercizi commerciali situati in alcune zone che abbiano concluso accordi con le amministrazioni locali aventi ad oggetto la chiusura "compensativa" in altre domeniche o festività". A Firenze, riporta l’Antitrust, una impresa attiva nella commercializzazione automatizzata al dettaglio di alimenti caldi, dunque attraverso macchine distributrici, ha lamentato l’obbligo di chiusura nottura: il che vanifica l’attività in quantoquesta intende garantire pasti caldi proprio quando i negozi sono chiusi.

L’Antitrust riporta inoltre uno studio di Federdistribuzione dal quale "emerge – scrive nelle Osservazioni – che una legislazione in tema di distribuzione al dettaglio difforme sul territorio nazionale produce danni sia in termini di opportunità gestionali concesse agli operatori sia in termini di servizi offerti ai consumatori che sempre più orientano le proprie abitudini di acquisto nelle giornate di domenica e nei festivi".

L’Antitrust ha dunque ribadito l’orientamento per il quale "la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura" al pubblico dei negozi "favorisce, a beneficio dei consumatori, la creazione di un mercato più dinamico e più aperto all’ingresso di nuovi operatori". Considerato il cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori, e la presenza di soggetti della grande distribuzione che possono determinare liberamente giorni e orari di apertura, "l’Autorità rileva che il criterio dell’individuazione di regimi differenziati all’interno di uno stesso mercato rilevante o anche all’interno della stessa regione dovrebbe essere sempre limitato a situazioni particolari e non dovrebbe generare effetti distorsivi della concorrenza".

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