COMUNICAZIONE. Corte Ue: “La pubblicità comparativa può riguardare un assortimento di prodotti”

La normativa europea ammette che una pubblicità comparativa riguardi collettivamente assortimenti di prodotti di consumo corrente venduti da due catene di grandi magazzini concorrenti, purché detti assortimenti siano costituiti, entrambi, da singoli prodotti che, confrontati in parallelo, soddisfano individualmente l’obbligo di comparabilità. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea che è stata adita dalla catena di grandi magazzini Lidl per ottenere la cessazione di varie pratiche di pubblicità comparativa della Colruyt.

La Lidl punta il dito contro due sistemi di pubblicità comparativa della Colruyt. Nel primo caso, la società compara il livello generale dei prezzi praticato da essa e dai suoi concorrenti per quanto riguarda i loro assortimenti di prodotti comparabili e ne ricava l’importo di risparmi che possono essere realizzati dal consumatore. Detto livello generale dei prezzi è determinato mensilmente, poi annualmente, in base ad una rilevazione quotidiana dei singoli prezzi di un amplissimo paniere di prodotti di consumo corrente tanto identici (prodotti di marca), tanto simili (prodotti senza marchio o contrassegnati da un marchio proprio del distributore).

Il secondo sistema di pubblicità si basa sull’affermazione secondo la quale tutti i prodotti della Colruyt recanti un’etichetta rossa con la dicitura "BASIC" sono venduti da questa al prezzo più basso offerto sul territorio belga. Detto assortimento di prodotti comprende, da un lato, prodotti di marca e, dall’altro, prodotti venduti senza marchio o col marchio proprio della Colruyt.

La Corte precisa però che sia ingannevole una pubblicità comparativa che vanti il livello generale dei prezzi più basso dell’inserzionista rispetto ai suoi principali concorrenti, mentre il raffronto ha avuto per oggetto un paniere di prodotti quando il messaggio pubblicitario:

  • non evidenzia che il raffronto ha avuto per oggetto soltanto un tale paniere e non l’insieme dei prodotti dell’inserzionista;
  • non individua gli elementi del raffronto avvenuto o non informa il destinatario sulla fonte di informazione presso la quale tale individuazione è accessibile, o
  • comporta un riferimento collettivo ad una forbice di risparmi che possono essere ottenuti dal consumatore che effettui i suoi acquisti presso l’inserzionista piuttosto che presso i suoi concorrenti, senza individuare il livello generale dei prezzi praticati da ciascuno dei detti concorrenti e l’importo dei risparmi che possono essere ottenuti effettuando gli acquisti presso l’inserzionista piuttosto che da ciascuno dei concorrenti.

Comments are closed.