CONCORRENZA. Aeroporti, Antitrust, avvia istruttorie per possibile abuso di posizione dominante

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 14 dicembre scorso ha avviato due distinte istruttorie nei confronti di Adr, Aeroporti di Roma, e di Sea, Società di Esercizi Aeroportuali, per abuso di posizione dominante nel mercato della gestione delle infrastrutture aeroportuali. Nei confronti di Adr l’istruttoria riguarda anche un abuso di posizione dominante nei servizi di assistenza merci. Entrambe le istruttorie, si legge dalla nota, che dovranno essere concluse entro il 31 gennaio 2008, nascono dalle segnalazioni di Ibar, l’associazione che rappresenta circa 80 vettori aerei, di cui alcuni nazionali e la gran parte stranieri, operanti in Italia, e da operatori nel settore cargo e da loro associazioni. All’origine dei comportamenti abusivi delle due società il mancato rispetto delle norme pro concorrenziali, stabilite dal decreto Legislativo n. 18/99 e dalla successiva delibera Cipe n. 86/2000, volte a regolare i corrispettivi tariffari del soggetto monopolista. In base a tale regolazione il gestore aeroportuale deve assicurare condizioni trasparenti, obiettive e non discriminatorie per l’accesso, da parte dei prestatori di servizi di handling e dei vettori aerei, alle infrastrutture aeroportuali.

I corrispettivi per l’utilizzo delle stesse devono infatti essere orientati ai costi di gestione e di sviluppo del singolo aeroporto in cui si svolgono le attività. In particolare la delibera Cipe fornisce ai gestori aeroportuali i criteri per la separazione contabile tra le attività svolte in regime di monopolio e quelle effettuate in concorrenza, la predisposizione di una contabilità analiticamente organizzata per centro di costo e di ricavo, relativamente a ciascuno dei servizi offerti, l’obbligo di certificazione della contabilità analitica da parte di una società di revisione, nonché i parametri di calcolo di tali corrispettivi. Pur in considerazione del mancato perfezionamento dell’iter di approvazione di tali corrispettivi, le due società sottolinea l’Antitrust, in base al principio della speciale responsabilità del monopolista, avrebbero in ogni caso dovuto recepire il nuovo quadro regolamentare in merito alla determinazione delle tariffe, a maggior ragione se si considera che i nuovi livelli delle stesse sono già stati proposti dal gestore al Comitato Utenti dei due aeroporti. Al contrario i corrispettivi per l’utilizzo di spazi ed infrastrutture aeroportuali strumentali alla fornitura dei servizi di handling continuano ad essere definiti in via unilaterale dai gestori aeroportuali, senza essere orientati ai costi. Si tratta di livelli che, in base ad uno studio di Assaeroporti, sono notevolmente superiori, sino a 5-10 volte, a quelli riscontrati in altri Paesi europei

I COMPORTAMENTI CONTESTATI ALLE DUE SOCIETA’

Le istruttorie riguardano i comportamenti delle due società nel mercato della gestione delle infrastrutture aeroportuali a partire dal 2001, anno nel quale i gestori avrebbero dovuto appunto adeguarsi ai contenuti della delibera CIPE n. 86/2000.
Ad AdR è stata affidata in concessione esclusiva, fino al 2044, la gestione unitaria degli aeroporti di Roma-Fiumicino e Roma-Ciampino. A SEA è stata affidata in concessione esclusiva, fino al 2041, la gestione unitaria degli aeroporti di Milano-Malpensa e Milano-Linate. Entrambe detengono quindi un monopolio legale nella gestione delle infrastrutture aeroportuali, operando in posizione dominante nel mercato della gestione e della messa a disposizione delle infrastrutture degli aeroporti.

Secondo l’Autorità AdR e SEA avrebbero abusato di tale posizione dominante dal 2001 continuando a praticare, in difformità dalle previsioni regolamentari, corrispettivi secondo criteri unilateralmente determinati in modo non trasparente né verificabile, con l’obiettivo di realizzare una rendita di monopolio in misura eccedente rispetto alla normale remunerazione dei costi. In particolare, i comportamenti contestati dall’Antitrust ad AdR e SEA dal 2001 si sostanziano nella fissazione di corrispettivi eccessivamente onerosi definiti sulla base di criteri unilateralmente determinati per:

  • l’utilizzo delle infrastrutture aeroportuali centralizzate;
  • la fornitura di carburante. A conferma di ciò, le nuove royalties individuate da Enac dal settembre 2006 sono inferiori del 39% rispetto a quelle precedentemente applicate da SEA e del 34% rispetto a quelle applicate da AdR;
  • accesso ai beni di uso comune per attività come il catering e la sicurezza;
  • sub-concessione di spazi ad uso ufficio. In questo settore i nuovi corrispettivi presentati ad Enac da SEA, sebbene non ancora operativi, risultano inferiori in misura che va dal 30% al 100% di quelli applicati

IL COMPORTAMENTO DI ADR NELL’ACCESSO A CARGO CITY

Nell’avvio di istruttoria su AdR l’Autorità ha infine individuato un possibile comportamento anticoncorrenziale costituito dall’applicazione di prezzi di accesso alla c.d. cargo city, ovvero l’area e le infrastrutture attrezzate per l’allestimento e la movimentazione delle merci destinate all’esportazione o all’importazione per via aerea, che sarebbero infatti idonei a rendere non competitiva l’offerta di handler concorrenti. In particolare, per il solo passaggio all’interno della cargo city della merce già allestita – passaggio reso indispensabile dall’assenza di varchi doganali al di fuori di tale area su cui ADR è attualmente monopolista in attesa dell’esito della gara bandita per l’individuazione del secondo handler – AdR richiede il pagamento di un ammontare pari alla propria tariffa piena, a cui sottrae un ammontare forfetario in ogni caso inferiore ai prezzi praticati dall’handler concorrente per il servizio di allestimento della merce.
In tal modo AdR rende economicamente più svantaggiosa per i vettori aerei la scelta di rivolgersi agli handlers cargo concorrenti, anche a quelli più efficienti nella fase di allestimento della merce.

 

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