CONCORRENZA. Antitrust a QN: c’è ancora da fare. Codacons: sanzioni più pesanti

Venti anni di Antitrust. In un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, il presidente dell’Autorità Antonio Catricalà fa il punto sul lavoro fatto, su quello da fare e sul livello di concorrenza in Italia. "Dalla sua nascita – afferma Catricalà – il ruolo dell’Antitrust è cresciuto e alla tutela della concorrenza si è aggiunta quella dei consumatori". Per quanto riguarda la concorrenza, se si è indietro la responsabilità è "dei politici e delle lobby che restano fortissime anche se hanno perso qualche battuta. Le associazioni dei consumatori, in confronto, sono molto meno potenti. Se posso, aggiungerei che andrebbero non aboliti ma riformati gli Ordini professionali inserendo nei consigli rappresentanti della società civile che tutelino anche gli interessi dei clienti". Per l’Autorità, la mancata concorrenza costa all’Italia l’1,5% di Pil e agli italiani "prezzi più alti e servizi più scadenti".

Sull’intervista si è pronunciato il Codacons. "Bene l’analisi di Catricalà – afferma il presidente Carlo Rienzi – ma bisogna fare di più. Dall’intervista emerge come ci siano ampi margini per far calare in Italia prezzi e tariffe in tutti i settori, e come la concorrenza non sia ancora al livello di altri paesi industrializzati. Per far sì che le cose in Italia cambino, è indispensabile rafforzare i poteri dell’Antitrust, e consentire all’Autorità di elevare sanzioni più pesanti. Se una società telefonica viene multata con 100mila euro per un comportamento scorretto che gli consente di guadagnare 10 milioni di euro, questa proseguirà a commettere illeciti, poiché la bilancia penderà sempre in suo favore. Se la sanzione fosse invece commisurata all’ingiusto guadagno ottenuto dalla società telefonica, vi sarebbe un potente effetto deterrente e si potrebbe mettere un efficace freno ai fenomeni anticoncorrenziali. In tal senso il Governo deve intervenire modificando la legislazione vigente in materia di Antitrust".

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