CONCORRENZA. Antitrust accetta impegni di Poste Italiane e chiude istruttoria

L’Antitrust ha deciso di accettare, rendendoli "vincolanti", gli impegni presentati da Poste Italiane nell’ambito dell’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante nei mercati dei servizi liberalizzati e di quelli di prossima liberalizzazione, avviata il 3 agosto 2007. È quanto ha annunciato oggi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha concluso l’istruttoria accettando gli impegni di Poste.

Secondo l’Antitrust, si legge infatti in una nota, "gli impegni sono idonei a rimuovere i profili anticoncorrenziali, contestati in avvio di istruttoria, segnalati dai rappresentanti delle agenzie di recapito e relativi alle modalità di contrattualizzazione da parte di Poste dei soggetti ex concessionari". Secondo l’Autorità "gli accordi di fornitura stipulati nel periodo dicembre 2000-gennaio 2007 con i concorrenti precedentemente titolari di concessione di servizi postali, insieme alle previsioni contenute nel Bando di gara emanato nel maggio 2007, avrebbero infatti potuto configurare una strategia unitaria di Poste mirata ad estendere e rafforzare la propria posizione dominante sui mercati dei servizi attualmente liberalizzati e su quelli che lo saranno in un prossimo futuro".

Dagli impegni deriva invece "il mantenimento della capacità produttiva di soggetti titolari di strutture di recapito" e dunque la possibilità che si instaurino condizioni di effettiva concorrenza. L’Antitrust ricorda gli impegni che sono stati presentati da Poste: "indizione di una nuova gara per l’aggiudicazione dei servizi di distribuzione e raccolta di corrispondenza e posta non indirizzata"; "proroga dei contratti stipulati con le agenzie di recapito per tutto il primo trimestre 2008, entro il quale è prevista la conclusione delle procedure inerenti la nuova gara"; "garanzia di un affidamento medio non inferiore al 40% di servizi di raccomandate, con un minimo del 25% per singola impresa"; "eliminazione della clausola di gradimento e delle clausole contrattuali relative al divieto di concorrenza a favore di Poste".

"In questo modo – conclude l’Antitrust – potrebbero essere incentivati fenomeni di crescita e aggregazione delle imprese locali e si consentirà alle agenzie di recapito di rafforzare la propria posizione sul mercato in quanto saranno potenzialmente in grado di offrire servizi postali liberalizzati in concorrenza con l’operatore dominante".

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