CONCORRENZA. Antitrust avvia istruttoria nei confronti del Cobat

L’Antitrust avvia un’istruttoria nei confronti del Cobat, il Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo esauste e rifiuti piombosi, per possibile intesa restrittiva della concorrenza. Il Consorzio "avrebbe operato per impedire l’accesso di nuovi operatori nel settore del trattamento, smaltimento e riciclaggio delle batterie al piombo riciclabili". È quanto si legge in una nota stampa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

La decisione è scaturita nella riunione del 24 gennaio scorso. Per l’Autorità "le previsioni contrattuali stabilite da Cobat nei confronti delle società di raccolta e delle società di smaltimento – si legge nel comunicato – sembrano limitare il confronto fra gli operatori, delineando un sistema di regole in grado di determinare numerose alterazioni della concorrenza".

Per l’Antitrust "nei contratti con le società di smaltimento il Cobat definisce le quantità di batterie riciclabili da conferire a ciascun operatore e prevede che il quantitativo di batterie cedute dal Cobat al singolo sia decurtato delle quantità di batterie direttamente acquistate o ricevute da terzi anche in conto lavorazione. E’ inoltre previsto un apposito sistema "sanzionatorio" nel caso in cui lo smaltitore ometta di comunicare di aver acquisito o ricevuto batterie da terzi. In questo modo le società di smaltimento non hanno alcuna convenienza economica, visto il presumibile minor ricavo atteso, a lavorare le batterie che potrebbero essere conferite loro da terzi". Nel contratto viene previsto, aggiunge l’Antitrust, che "i raccoglitori debbano conferire tutti i quantitativi al Cobat e non possano operare in concorrenza con il consorzio. Attraverso queste regole il Consorzio manterrebbe in sostanza chiuso il sistema di trattamento, smaltimento e riciclaggio delle batterie al piombo riciclabili, impedendo anche l’accesso di nuovi operatori".

"Il provvedimento dell’Autorità – prosegue la nota – è stato adottato anche alla luce di alcune segnalazioni ricevute da altri operatori del settore e dall’Anie, la Federazione Nazionale delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche, secondo le quali i comportamenti di Cobat causerebbero un danno economico per i produttori di batterie, interessati invece a mettere in competizione le imprese di smaltimento, per acquistare il piombo secondario, o, in alternativa, ad affidare le batterie riciclabili in conto lavorazione alle imprese di smaltimento stesse, a prezzi commisurati agli effettivi costi di smaltimento sostenuti. In questo modo potrebbero ridurre i loro costi di produzione con possibili benefici a valle per i consumatori".

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