CONCORRENZA. Antitrust contro pubblicità ingannevole e “telequiz fraudolenti”

"La difesa del consumatore è un fondamento della nostra democrazia; è, nei fatti, un’espressione di civiltà; è un’applicazione dei principi costituzionali": è quanto detto oggi dal presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà nella Relazione annuale presentata a Montecitorio. "Le nuove competenze in materia di pratiche commerciali scorrette hanno determinato un ampliamento delle forme di tutela per i consumatori – ha detto l’Antitrust – Nel 2007 questi ultimi hanno denunciato disservizi in misura doppia rispetto all’anno precedente: sono giunte circa 1600 richieste scritte di intervento".

In 334 casi sono state accertate violazioni del codice del consumo e nell’8% dei casi sono stati adottati provvedimenti d’urgenza. Telecomunicazioni, energia e credito rappresentano in questo momento, ha detto Catricalà, i settori di intervento più importanti.

L’Antitrust si è soffermato sulla pubblicità ingannevole. "Emittenti e giornali diffondono messaggi ingannevoli senza alcuna conseguenza prevista dalla legge. Sarebbe irragionevole invocare un potere di censura in capo agli editori. Occorre tuttavia – ha aggiunto Catricalà – individuare gli strumenti giuridici che li inducano ad adottare la necessaria cautela al fine di non pubblicare messaggi manifestamente illeciti e non trasmettere telequiz chiaramente fraudolenti". Un "fenomeno preoccupante", ha aggiunto, è rappresentato dall’aumento delle procedure istruttorie avviate per accertare la riconoscibilità dei messaggi pubblicitari occulti, che sono triplicate nel 2007. "Visto l’intensificarsi delle recidive, sarebbe opportuno – ha detto l’Antitrust – inasprire il trattamento sanzionatorio: il legislatore potrebbe parametrare le sanzioni pecuniarie al valore della campagna pubblicitaria se si tratta di ingannevolezza, ai fatturati delle imprese negli altri casi di scorrettezza".

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