CONCORRENZA. Antitrust, i commenti. Scajola: “Terremo conto delle valutazioni di Catricalà”

Il Ministro dello Sviluppo economico terrà conto delle valutazioni espresse dall’Antitrust e conferma l’impegno a migliorare le norme sulla class action per farle entrare in vigore il primo gennaio 2009. "Terremo conto – ha detto il ministro Claudio Scajola – delle utili valutazioni e degli stimoli del presidente dell’Antitrust Catricalà, che mi paiono del resto in linea con quanto realizzato dal governo in queste prime settimane di lavoro: l’impegno per una maggiore concorrenza nel settore della distribuzione dei carburanti di intesa con le categorie interessate, la tutela dei consumatori con la segnalazione all’Antitrust di anomali andamenti dei prezzi di generi di largo consumo come latte e burro, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Per quel che riguarda la class action, confermiamo l’impegno a migliorare le norme, anche con la collaborazione dell’Antitrust e delle organizzazioni dei consumatori, in modo da far entrare in vigore il provvedimento dal 1° gennaio prossimo".

L’Adiconsum sottolinea il ruolo dell’Autorità: "Per contrastare le pratiche commerciali scorrette e la non corretta applicazione delle norme sulle liberalizzazioni, resta indispensabile un forte ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e una efficace azione risarcitoria da attuare con la class action". Si sofferma sulle pratiche commerciali scorrette: per contrastarle, afferma l’associazione, "resta indispensabile avere in futuro un forte ruolo dell’Autorità abbinato ad un’azione di risarcimento che deve essere garantito dall’azione collettiva". "Riteniamo positivo l’operato dell’Antitrust – conclude Paolo Landi – per la tempestività con cui vengono affrontati i problemi che le associazioni dei consumatori portano all’attenzione dell’autorità. Chiediamo al ministro per l’Economia Giulio Tremonti di destinare una parte delle sanzioni, nel 2007 84 milioni di euro, all’attività di informazione e di assistenza ai consumatori come previsto dalla legge".

Di "intervento magistrale" parla Cittadinanzattiva. "L’odierna relazione di Catricalà – ha detto il vice segretario generale Giustino Trincia – riprende aspetti centrali come la abolizione delle commissioni di massimo scoperto applicate dalle banche, i legami tra i concorrenti e la portata criminale dei cartelli, gli ostacoli delle banche alla portabilità dei mutui. Tutte patologie che confermano la nostra analisi di fondo: abbiamo a che fare con liberalizzazioni all’italiana davanti alle quali c’è una gravissima crisi del sistema di tutela dei diritti dei cittadini. Non è più il tempo della retorica sui cittadini consumatori, ma di scelte chiare e concrete che devono essere fatte da Parlamento e Governo, e rispetto alle quali ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

Di diverso tenore il commento dell’Unione Giovani Avvocati Italiani, che considera invece "deludente" la relazione dell’Antitrust sul versante degli ordini professionali. "L’ Unione Giovani Avvocati Italiani – dichiara il presidente Gaetano Romano – ritiene assolutamente deludente la parte dedicata agli ordini professionali all’interno della relazione odierna del Presidente dell’ AGCM Catricalà sull’attività svolta dall’Antitrust nel 2007". L’Autorità, pur avendo stigmatizzato il fatto che la maggior parte dei codici deontologici professionali non sia perfettamente adeguata alla Legge Bersani, "non ha ancora nemmeno comminato – affermano l’Unione Giovani Avvocati – una multa agli Ordini Professionali interessati. In tal modo si impedisce ai Giovani Avvocati ed ai consumatori di usufruire dei vantaggi garantiti dalla Legge Bersani in termini di possibilità reale di utilizzare la pubblicità e di praticare tariffe al di sotto dei minimi". La sigla denuncia inoltre le barriere alla professione forense, con solo il 35% di candidati promossi annualmente all’esame per diventare avvocato. "L’Antitrust – aggiunge – non è intervenuta nemmeno in ordine alla formale segnalazione da noi presentata nell’aprile 2007 in ordine ad un regolamento del Consiglio Nazionale Forense sulla formazione obbligatoria a spese degli avvocati" che, commenta la sigla, "origina delle dinamiche anticoncorrenziali a danno soprattutto dei Giovani Avvocati ed indirettamente colpirà i consumatori che subiranno tariffe professionali più onerose". L’Unione Giovani Avvocati annuncia che nei prossimi mesi invierà alla Commissione europea un "Libro Nero" "sulla mancata tutela dei Giovani Professionisti da parte dell’AGCM e sullo stato delle libere professioni che risulta bloccato da anni".

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