CONCORRENZA. Antitrust indaga sui pastai, i commenti dei consumatori e degli agricoltori

Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori alla decisione dell’Antitrust di aprire un’istruttoria per possibili violazioni della concorrenza per gli aumenti dei prezzi della pasta. Le quattro associazioni ricordano che per denunciare l’odiosa speculazione da filiera di alcuni prodotti di prima necessità ed indispensabili per le già taglieggiate famiglie italiane,come latte, pane e pasta, avevano indetto un sciopero della pasta lo scorso 13 settembre.

"Anche il successo dello sciopero della spesa e della pasta organizzato in molte piazze italiane – affermano – culminato con la visita all’Antitrust, deve aver contribuito a sensibilizzare Governo e forze politiche, per convocare subito dopo un tavolo da parte dei Ministri Bersani e De Castro. L’adesione maggiore allo sciopero della pasta, che aveva visto le televisioni ed i giornali di tutto il mondo a raccontare l’evento, era stata registrata a Catania (71%), Bologna (69%), Firenze e Roma (68%), seguite da Perugia (65%), Torino (64%), Milano (63%), Palermo e Bari (62%) e Napoli (60%). La "massiccia adesione" dei cittadini alla protesta, "dimostra come l’aumento dei prezzi di questi ultimi giorni sia un fenomeno fortemente sentito dalle famiglie, che non vogliono più subire passivamente le speculazioni".

Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori ribadiscono come l’annunciato aumento del 20% del prezzo della pasta sia privo di qualunque fondamento: "E’ vero che nel 2007 il grano duro è aumentato, peccato che nel 2005 abbia raggiunto il suo minimo storico, ma i produttori di pasta se ne sono guardati bene dal diminuirne il prezzo, incassando in tal modo lauti profitti. Abbiamo elaborato i dati Ismea che si riferiscono al prezzo medio del frumento duro fino, ossia la qualità migliore e più cara che ci sia in Italia. Ebbene, dal 1993 ad oggi il prezzo più basso si registra nel 2005, e in particolare il picco più basso è di 130,02 euro a tonnellata raggiunto nel maggio del 2005, eppure il prezzo finale della pasta tra il 2004 ed il 2006 è rimasto invariato, come mai?"

La notizia – commenta Coldiretti – arriva alla vigilia del decimo anniversario del World Pasta Day che si festeggia il 25 ottobre. Anche se nel 2007 si è verificata una riduzione record del 4,5 per cento negli acquisti domestici secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi otto mesi dell’anno, l’Italia è il principale consumatore mondiale di pasta con un consumo procapite medio annuo di 28 chili, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese.

Secondo un’indagine Coldiretti/Swg la responsabilità degli aumenti viene attribuita in Italia soprattutto ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal produttore al consumatore (66 per cento) a differenza di quanto accade negli altri paesi europei (42 per cento), ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e dalle catene di distribuzione (37 per cento). La spesa alimentare media per famiglia è salita a 467 euro al mese destinati nell’ordine principalmente all’acquisto di carne per 105 euro, di frutta e ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova e formaggi per 64 euro. E secondo un studio della Coldiretti dei circa 467 Euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 Euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all’industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole.

Soddisfatta anche la Confederazione italiana agricoltori che afferma: Ogni intervento teso a dare trasparenza alla formazione dei prezzi dei prodotti agroalimentari va nella direzione di una effettiva tutela sia dei consumatori che dei produttori agricoli. La Cia ribadisce l’attualità della sua iniziativa sul doppio prezzo. Con essa si vuole assicurare sia il produttore che il consumatore attraverso una corretta informazione sul prezzo dal campo alla tavola. Insomma, una reale tracciabilità. In questo modo è possibile evitare rincari ingiustificati e manovre speculative che in troppe occasioni hanno destabilizzato i mercati.

Comments are closed.