CONCORRENZA. Antitrust multa Banca Mediolanum per 200 mila euro

Spot particolarmente allettanti promettevano un rendimento certo ed elevato senza specificare che il tasso creditore netto del 3% si applicava solo sulle giacenze superiori ai 12 mila euro, e sui siti internet servivano percorsi complicati per acquisire tutte le informazioni necessarie: queste le motivazioni per le quali l’Antitrust ha sanzionato per pratica commerciale scorretta Banca Mediolanum, decidendo una sanzione pari a 200 mila euro.

Sotto accusa sono finite le attività promozionali svolte per la commercializzazione del prodotto "Conto corrente Mediolanum Freedom", consistente " nell’aver omesso, in alcuni degli spot pubblicitari trasmessi nel mese di marzo 2009, ogni indicazione relativa alla circostanza che il tasso creditore del 3% netto fino al 30 giugno 2009 si applicava solo sulle giacenze superiori a 12.000 euro; nell’aver reso disponibili al consumatore con modalità frammentarie e non sufficientemente chiare le informazioni relative a detto prodotto sui siti Internet www.bancamediolanum.it e www.mediolanumvita.it, di modo che fosse necessario consultare più pagine all’interno degli stessi per acquisire le informazioni complete relativamente al conto corrente Mediolanum Freedom e,specificamente, per evincere il collegamento esistente tra tale prodotto e la polizza vita Mediolanum Freedom Plus". A questo si aggiunge l’aver dichiarato che "il tasso di remunerazione reclamizzato si applicava alle giacenze sul conto corrente superiori alla soglia, rispettivamente, di 12.000 euro fino al 30 settembre 2009 e di 15.000 dal 1° ottobre 2009 (ovvero al valore della "soglia media", così come definita nelle Condizioni di Polizza), laddove invece tale remunerazione si attiverebbe solo a condizione che il saldo risulti superiore, rispettivamente, a 14.000 euro fino al 30 settembre 2009 e 17.000 dal 1° ottobre 2009 (ovvero al valore della "soglia massima", così come definita nelle Condizioni di Polizza)".

Le risultanze istruttorie, spiega l’Antitrust nell’odierno bollettino, "hanno accertato che i due spot con clienti-testimonial trasmessi nella prima settimana di programmazione fossero privi di qualunque indicazione circa l’esistenza di una soglia infruttifera di 12.000 euro, al di sotto della quale non si applica il rendimento del 3% netto promesso all’interno degli stessi. Tale circostanza ha trovato sostanziale conferma nella difesa del professionista".

La mancata informazione induce dunque in errore il consumatore, che pensa che il rendimento promesso "si applichi sull’intera somma depositata sul conto corrente e non sui soli importi che superano i 12.000 euro. La proposta commerciale della Banca, così come formulata all’interno degli spot contestati, risulta pertanto eccezionalmente allettante per il consumatore, cui vengono prospettati i vantaggi della liquidità sempre disponibile e di un rendimento certo ed indubbiamente elevato rispetto a quanto mediamente proposto dagli altri operatori di mercato, senza però dare evidenza della limitazione connessa a tale offerta, peraltro particolarmente stringente, considerato lo scaglione infruttifero alquanto elevato della giacenza. L’assenza di tale indicazione – conclude l’Antitrust – non consente quindi al consumatore di effettuare un’adeguata valutazione dell’effettiva convenienza dell’offerta".

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