CONCORRENZA. Antitrust, rete carburanti: tutela ambientale non deve creare barriere all’accesso

Gli obiettivi di tutela ambientale devono essere perseguiti attraverso strumenti che non rappresentino forme di barriere all’accesso alla distribuzione dei carburanti: è quanto rileva l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione su "Liberalizzazione dell’accesso all’attività di distribuzione di carburanti in rete".

L’Antitrust prende in esame le previsioni della normativa volta ad attuare la liberalizzazione dell’accesso e i casi di alcune regioni che hanno adottato disposizioni "volte alla promozione dell’uso di carburanti di minor impatto ambientale quali il GPL e il gas metano". Rileva l’Antitrust che "le nuove normative di Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia Romagna hanno previsto che nessun nuovo punto vendita di carburanti possa essere autorizzato se non è dotato anche di un impianto per la somministrazione di GPL o gas metano".

"L’Autorità – si legge nella segnalazione – ritiene che obblighi di questo tipo siano idonei ad accrescere significativamente i costi dei nuovi entranti, nonché a ridurre il numero dei soggetti potenzialmente disposti a svolgere questa attività, ad esempio perché accrescono le dimensioni minime richieste per i nuovi impianti riducendo il numero dei siti idonei ad ospitare i nuovi punti vendita. Atteso che agli operatori già presenti non viene imposto alcun obbligo analogo, tali previsioni determinano una grave disparità di trattamento a danno delle imprese interessate ad aprire nuovi distributori di carburante, che possono costituire delle vere e proprie barriere all’accesso a questo mercato. Al riguardo, non si può non rilevare come i pur condivisibili obiettivi di tutela ambientale debbano essere perseguiti, se del caso, impiegando strumenti non discriminatori quali, ad esempio, la concessione di incentivi e comunque utilizzando modalità che non creino ingiustificate condizioni di favore per chi è già attivo nel settore".

Da qui l’invito a regioni e province a recepire la normativa "senza intaccarne la portata attraverso la previsione di obblighi asimmetrici che gravano solo sui nuovi entranti" e la sollecitazione a individuare forme di promozione del ricorso a carburanti eco-compatibili "che non abbiano carattere discriminatorio".

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