CONCORRENZA. Antitrust sanziona SEA: un milione e mezzo di euro per abusi posizione dominante

Sanzioni per oltre un milione e mezzo di euro alla SEA per abusi di posizione dominante. La società "ha applicato corrispettivi eccessivamente onerosi per l’accesso all’infrastruttura nei servizi di rifornimento carburante, di catering e nella sub-concessione di spazi ad uso ufficio agli operatori cargo". Questa la motivazione con la quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato "ha deliberato – si legge in un comunicato – che SEA ha abusato della sua posizione dominante derivante dall’essere concessionaria esclusiva, fino al 2041, della gestione degli aeroporti di Malpensa e Linate", e ha comminato asanzioni per complessivi 1.549.000 euro.

In particolare, le sanzioni sono di 770 mila euro per l’abuso di posizione dominante "consistente nell’applicazione di corrispettivi non equi ed eccessivamente onerosi nel mercato della messa a disposizione di beni ad uso comune ed esclusivo per lo svolgimento del servizio di rifornimento carburante"; 185 mila euro di multa sanzionano l’abuso di posizione dominante nel mercato dello svolgimento di assistenza catering; 594 mila euro sono la sanzione per l’abuso di posizione dominante nello svolgimento delle attività di handling cargo.

L’istruttoria, ricorda l’Antitrust, era stata avviata il 14 dicembre 2006 dopo alcune segnalazioni ricevute da IBAR – Italian Board Airlines Representatives e da parte di numerosi operatori cargo attivi negli scali del sistema aeroportuale milanese gestito da SEA, che lamentavano presunti comportamenti abusivi di SEA.

Nella messa a disposizione dei beni ad uso comune ed esclusivo per lo svolgimento dell’attività di fornitura carburante, le risultanze istruttorie, scrive l’Antitrust, "dimostrano come la airport fee applicata da SEA non sia mai stata orientata ai costi sostenuti dal gestore per l’erogazione del servizio, sia pure inclusivi della remunerazione del capitale, ma sia stata determinata in misura significativamente superiore a questi ultimi. In particolare, quanto fatturato da SEA appare superiore – almeno oltre il 55% – al valore economico del servizio prestato". Secondo l’Autorità si tratta di una fattispecie di applicazione di prezzi non equi ed eccessivamente onerosi da parte di un’impresa in posizione dominante. L’abuso di SEA è contestabile dal 2004 fino al 1° gennaio 2006.

Per quanto riguarda la messa a disposizione dei beni ad uso comune ed esclusivo per lo svolgimento dell’attività di assistenza catering, "i corrispettivi richiesti da SEA per l’accesso alle infrastrutture per i servizi di catering sono risultati di ammontare superiore, e in misura assolutamente sostanziale – circa il triplo – al valore economico della prestazione". Per la messa a disposizione dei beni ad uso comune ed esclusivo per lo svolgimento dell’attività di handling cargo, infine, l’Antitrust rileva che "SEA ha applicato ai vettori cargo in autoproduzione canoni di sub-concessione pari a circa il doppio rispetto a quelli applicati agli handler cargo, che si assumono rappresentare il benchmark del valore economico riferibile al servizio in questione".

Nella determinazione delle sanzioni l’Autorità ha considerato come attenuante il fatto che SEA abbia autonomamente posto fine agli abusi contestati.

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