CONCORRENZA. Antitrust sanziona cartello in spedizioni internazionali: multe per 76 mln di euro

Spedizioni internazionali con prezzi bloccati da un saldo cartello fra le imprese, che si erano accordate sugli aumenti dei prezzi da applicare alla clientela: per questo l’Antitrust ha deciso sanzioni per oltre 76 milioni di euro. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti multato per 76.483.668 euro diciannove imprese operanti nel settore delle spedizioni internazionali via terra "per avere ristretto la concorrenza concordando gli aumenti dei prezzi da praticare alla clientela". Le sanzioni sono differenziate a seconda del ruolo svolto dalle imprese, dalla partecipazione all’intesa e dalla collaborazione seguente con l’Autorità.

"La società Schenker, controllata da Deutsche Bahn AG, che ha presentato domanda di clemenza, contribuendo all’individuazione del cartello, ha beneficiato della non imposizione della sanzione. Lo ha deciso l’Antitrust – spiega una nota – al termine dell’istruttoria che ha permesso di ricostruire un’intesa sui prezzi durata oltre cinque anni, dal marzo del 2002 all’autunno del 2007. Al cartello, costituito tra le società Agility, Albini & Pitigliani, Alpi Padana, Brigl, Cargo Nord, Dhl Global Forwarding, Dhl Express, Francesco Parisi, Gefco, Geodis Wilson, I-Dika, Italmondo, Italsempione, Itk Zardini, ITX Cargo, Rhenus, Saima, Schenker, Sittam, Spedipra, Villanova e Armando Vidale, ha partecipato, con un attivo ruolo organizzativo, anche l’associazione di categoria Fedespedi. Nei confronti di Alpi Padana e Spedipra sono risultati prescritti i poteri sanzionatori dell’Autorità". Da segnalare le maximulte a Albini & Pitigliani (8.477.792 euro), a Dhl Express (6.642.510 euro), a Geodis Wilson (12.087.364 euro), a Italsempione (12.480.000 euro) e a Saima (23.632.950 euro).

L’istruttoria, spiega l’Antitrust, "ha provato l’esistenza di un’intensa attività di concertazione: le imprese e l’associazione hanno concordato continui aumenti dei prezzi o di loro componenti attraverso almeno 20 riunioni, un ampio numero di contatti via email ed un’intensa attività di comunicazione alla categoria e all’esterno. Nel corso degli incontri venivano scambiate informazioni sui costi (in particolare, sui riflessi del prezzo del carburante e dei pedaggi autostradali esteri e sulla struttura dei costi dei partecipanti) e soprattutto si concordavano entità e modalità di incremento dei prezzi. Una volta adottate le decisioni, venivano inviate dalla Fedespedi circolari alle imprese ed alle associazioni aderenti e si effettuavano comunicati stampa per agevolare la richiesta di incremento dei prezzi alle controparti contrattuali. In questo modo anche le imprese che non partecipavano alle riunioni organizzate in ambito associativo, potevano continuare a comportarsi coerentemente con le modalità di azione concertate". Ne è risultata alterata la competizione, perché la base di trattativa delle imprese nel chiedere gli aumenti era comune e c’era la "ragionevole sicurezza" che non ci sarebbero state guerre di prezzo. Le aziende inoltre, spiega l’Antitrust, puntavano ad aumenti elevati: l’obiettivo era un incremento, fra il marzo 2002 ed il dicembre 2006, pari a quasi il 50%.

La diversa entità delle multe si spiega con i diversi ruolo giocati dalle aziende e con la collaborazione assicurata o meno all’Autorità, con l’andamento dei bilanci e il grado di partecipazione al cartello. Spiega l’Antitrust: "Nell’arco del periodo analizzato dall’istruttoria tutti i principali operatori del settore hanno preso parte con continuità alla concertazione, fin dal 2002. Alcune imprese, oltre ad aver partecipato all’intesa per un periodo più lungo delle altre, si sono rivelate particolarmente attive nel garantire la stabilità del cartello: si tratta di Agility, Albini, Brigl, Dhl, Italsempione, Saima, Schenker e Vidale che hanno costituito "il nocciolo duro" del cartello. Schenker prima, e Agility e Dhl poi, hanno tuttavia consentito, con le loro dichiarazioni, l’intervento dell’Autorità: in particolare, a Schenker che ha consentito la scoperta del cartello e di "mirare" gli accertamenti ispettivi è stata riconosciuta l’immunità. Ad Agility e Dhl, che hanno confermato e rafforzato il quadro probatorio fornito da Schenker, l’Autorità ha riconosciuto la riduzione della sanzione, nella misura rispettivamente del 50% e del 49%. Per la collaborazione fornita, la riduzione della sanzione, nella misura del 10%, è stata decisa anche per la società Sittam".

Comments are closed.