CONCORRENZA. Benzina, Fegica e Faib confermano lo sciopero

I gestori di Fegica e Faib-Confesercenti hanno confermato lo sciopero di tre giorni(da questa sera fino alle 7 di venerdì) dei benzinai, nonostante il tentativo di mediazione del Governo. Mentre la Figisc e Anisa Confcommercio hanno deciso di sospenderlo. "Il Governo si è presentato alla riunione di oggi con la riproposizione di meri "intenti"; gli stessi che già in passato -pure contenuti in protocolli formali sottoscritti ai più alti livelli di responsabilità- non sono mai stati seguiti da atti legislativi concreti" commentano i Presidenti di Faib Confesercenti, Martino Landi, e Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, che aggiungono. "Si è manifestato ancora una volta, l’evidente deficit di affidabilità che il Governo ha denunciato in questi anni di inerzia rispetto all’esigenza di riformare il mercato in senso concorrenziale, in generale, ed a quella di confermare semplicemente i provvedimenti con i quali è stato riconosciuto, negli ultimi venti anni, il servizio offerto allo Stato da una intera categoria, nel particolare".

L’unica novità presentata dal sottosegretario Saglia è l’"offerta" di un nuovo -l’ennesimo- aumento delle accise sui carburanti che il Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl hanno ritenuto corretto rigettare al mittente, anche nell’interesse della collettività e del Paese. Neanche la richiesta di un intervento cogente sotto forma di decreto ministeriale -ampliamente nella disponibilità immediata dei rappresentanti del Governo- è stata mai presa seriamente in considerazione. Rimane l’amarezza per essere stati trascinati -concludono Landi e Di Vincenzo- in un preteso "tentativo di mediazione" senza alcuna speranza fin dal suo annuncio e palesemente strumentale, a solo uso e consumo degli aspetti comunicazionali.

Intanto, in Sicilia, dove lo sciopero è iniziato ieri sera alle 19.30, l’adesione è pari a circa il 70%, con punte del 90% a Catania, Messina e Siracusa. "I consumatori sono l’ostaggio dei gestori per ricattare il Governo e ottenere la proroga del bonus fiscale" commenta Carlo Pileri, presidente dell’Adoc che aggiunge: "Intanto le accise sono state aumentate quattro volte in sette mesi, con un aumento del 10%. Due anni fa il Governo aveva promesso la diminuzione delle accise e il blocco dell’Iva, che invece è stata aumentata al 21%. Lo sciopero dovrebbero farlo i consumatori, vogliamo la liberalizzazione reale del settore e il divieto per legge dell’obbligo d’acquisto da un unico petroliere. Un pieno oggi costa 15 euro in più di un anno fa ed è equivalente a 160mila lire." L’Associazione ha, inoltre, chiesto alle Autorità di verificare quanto stanno segnalando in queste ore i cittadini, ovvero che il 20% dei distributori della Capitalae è già chiuso da questa mattina. "Anticipare la serrata è un fatto grave – si legge nella nota – e sarebbe oppoprtuno sospendere le licenze ha chi lo ha fatto".

 

 

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