CONCORRENZA. Carburanti, Antitrust: in Italia costano da 3 a 5 centesimi in più

C’è un "differenziale strutturale" fra i prezzi medi italiani dei carburanti e quelli europei. Bisogna dunque interrogarsi "sul perchè siamo costretti a pagare stabilmente prezzi alla pompa della benzina e del gasolio più cari di queli francesi o tedeschi di 3, 4 o 5 centesimi di euro". È quanto ha detto oggi il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà, in audizione alla Commissione Industria del Senato sulla dinamica dei prezzi all’interno della filiera petrolifera e sulle ricadute in termini di prezzi dell’energia elettrica e del gas.

Nella filiera dei prodotti petroliferi, ha detto l’Antitrust, "l’impressione generalmente percepita dall’opinione pubblica nazionale è che le società petrolifere abbiano adeguato i propri prezzi finali in maniera rapida e completa rispetto alle variazioni verso l’alto delle quotazioni Platt’s durante i periodi di crescita del barile, mentre abbiano ribaltato con un certoritardo ed in misura non perfetta le variazioni verso il basso. Da questa sensazione deriva una periodica accusa alle società petrolifere di scarsa concorrenza nelle fasi di discesa delle quotazioni internazionali".

Per Catricalà "innegabili fenomeni di inerzia verso il basso dei prezzi dei prodotti petroliferi si riscontrano in quasi tutti i paesi". "Ma assume maggiore importanza e preoccupa molto di più, in una prospettiva concorrenziale, il permanere – ha aggiunto – di un differenziale strutturale tra i prezzi medi italiani dei carburanti e quelli medi europei". Di conseguenza, oltre a interrogarsi sul tasso di adeguamento del prezzo italiano alle variazioni internazionali, per l’Antitrust "dovremmo interrogarci sul perchè siamo costretti a pagare stabilmente prezzi alla pompa della benzina e del gasolio più cari di quelli francesi o tedeschi di 3, 4 o 5 centesimi di euro".

L’Antitrust ha ricordato in audizione l’impegno dell’Eni a praticare per il triennio 2008-2011 su almeno 3mila impianti che erogano in modalità Iperself prezzi alla pompa in media pari ai prezzi europei, con prezzi Iperself che siano almeno 5 centesimi inferiori rispetto al "servito". Se Eni ottempera a questi impegni, ha spiegato Catricalà, "i consumatori italiani possono già da ora, qualora prescelgano una modalità self service di acquisto, pagare la benzina ed il gasolio allo stesso prezzo medio dei Paesi" che hanno reti distributive più efficienti di quella italiana.

La chiave di volta è rappresentata dalla concorrenza. Spiega Catricalà che "nel contesto oligopolistico che caratterizza attualmente il mercato della distribuzione di carburanti in rete italiano – con otto società verticalmente integrate nelle fasi della logistica e della raffinazione che si dividono il mercato – gli stimoli per politiche di riduzione dei margini lordi lucrati sulla vendita della benzina e del gasolio sarebbero sicuramente rafforzati in presenza di una concreta minaccia concorrenziale rappresentata dall’ingresso sul mercato di competitors nuovi ed aggressivi non verticalmente integrati. Si pensi, come esempio, agli operatori della Grande Distribuzione Organizzata, interessati a forme di vendita che utilizzano estesamente la modalità self service e a costi contenuti".

Di conseguenza "è la concorrrenza effettiva e potenziale esercitata dalla minaccia di entrata su larga scala di nuovi operatori aggressivi la chiave, nel medio periodo, per costringere le società petrolifere a attivare un processo virtuoso di ristrutturazione della rete: incremento del self service, abbattimento dei costi commerciali, riduzione strutturale dei prezzi alla pompa".

Catricalà si è inoltre soffermato sulle ricadute degli aumenti delle materie prime energetiche sui prezzi dell’energia elettrica e del gas e sulle nuove proposte tariffarie concorrenziali. Per Catricalà "è necessario che i mercati della vendita al dettaglio di energia elettrica e gas divengano più concorrenziali di quanto non lo siano ora". E dunque "cambiare fornitore di energia elettrica e di gas deve diventare un’operazione facile sia per il consumatore finale, in termini di minor costo di ricerca e di confrontabilità delle varie opportunità, sia per i venditori, in termine di accessibilità alle informazioni necessarie e minore burocrazia connessa all’acquisizione di un nuovo cliente. Solo così sarà possibile abbassare i costi commerciali e rafforzare il processo di discesa dei prezzi nel regime di libero mercato".

Comments are closed.