CONCORRENZA. Cosmetici, l’Antitrust multa 16 aziende

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato che 16 aziende di produzione di cosmetici, tra le quali tutte le ‘big’ del settore, hanno posto in essere un’intesa unica, complessa e continuata nel tempo, finalizzata al coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino comunicati annualmente agli operatori della Grande Distribuzione Organizzata. All’intesa – secondo l’Autorità – ha partecipato anche l’Associazione Italiana dell’Industria di Marca – Centromarca che, assicurando costantemente un’organizzazione di supporto, logistica e informativa ai produttori di cosmetici, ha facilitato significativamente il coordinamento delle strategie commerciali tra questi. In totale l’Antitrust ha comminato multe pari a 81 milioni di euro.

Il ‘cartello’, individuato grazie all’autodenuncia della multinazionale Henkel, che ha così beneficiato dell’esenzione della sanzione, si è realizzato attraverso un costante e pervasivo scambio di informazioni sulle principali variabili concorrenziali: dagli aumenti dei prezzi di listino dei prodotti per la cura personale (quali saponi, detergenti, profumi, creme, dentifrici) alle condizioni di negoziazione con gli operatori della distribuzione. Il risultato è stato un allineamento generalizzato e costante degli aumenti dei prezzi di listino comunicati agli operatori della GDO, normalmente superiore al tasso di inflazione annuale.

L’istruttoria condotta dall’Antitrust ha trovato numerosi riscontri a quanto dichiarato per prima dalla società Henkel e successivamente da Colgate-Palmolive e Procter&Gamble, che hanno chiesto l’ammissione al programma di clemenza, ottenendo al termine del procedimento una riduzione della sanzione rispettivamente del 50 e del 40 per cento.

Secondo quanto ricostruito dall’Antitrust, il coordinamento costante tra i produttori concorrenti si è realizzato sia dentro che fuori del contesto associativo con contatti continui diretti riscontrati nel corso dell’istruttoria. L’obiettivo concordato, e realizzato, era un aumento di listino annuale che si collocasse al di sopra del tasso di inflazione annuale e totalmente slegato da corrispondenti aumenti dei costi di produzione.

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