CONCORRENZA. Farmaci generici, Antitrust: serve autorizzazione più veloce

Consentire l’ingresso nel mercato dei produttori di farmaci generici in tempi utili perché sia avviata un’effettiva concorrenza, senza che i tempi siano ritardati attraverso dispute commerciali sulla tutela della proprietà industriale. È quanto ha chiesto l’Autorità Antitrust in una segnalazione inviata nei mesi scorsi all’Agenzia Italiana del Farmaco, e riportata nel bollettino di oggi, nella quale si chiede di fatto un iter più veloce per l’autorizzazione a immettere nel mercato farmaci equivalenti.

Nella segnalazione si legge che "l’Autorità intende richiamare l’attenzione sulla possibilità che l’esistenza di dispute relative al rispetto da parte del genericista delle norme sulla disciplina della tutela della proprietà industriale e commerciale possa ritardare oltremodo l’iter autorizzatorio del farmaco generico, ostacolando così il processo di apertura alla concorrenza del mercato farmaceutico". Per l’Autorità, infatti, "non può ignorarsi che la litigation strategica può essere utilizzata dalle imprese titolari di brevetti scaduti al fine di ritardare o impedire l’ingresso dei concorrenti sul mercato".

Dunque "l’Autorità ritiene che subordinare la concessione delle autorizzazioni per l’immissione in commercio di farmaci generici alla risoluzione delle dispute inerenti a presunte violazioni della proprietà industriale e commerciale, in assenza di un obbligo in tal senso da parte del soggetto deputato a concedere l’autorizzazione, costituisca un ritardo all’ingresso nel mercato dei farmaci generici pregiudizievole per la concorrenza".

Per l’Antitrust, quindi, la valutazione delle richieste di immettere in commercio farmaci equivalenti deve garantire la tutela della salute pubblica e al tempo stesso essere fatta in tempi utili per avviare una vera concorrenza.

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