CONCORRENZA. Farmaci,GSK non soddisfa gli ordinativi grossisti. Il parere dell’Avvocato generale Ue

"Un’impresa dominante che rifiuti di soddisfare gli ordinativi dei grossisti allo scopo di ridurre il commercio parallelo incorre in un comportamento abusivo". Lo sostiene l’Avvocato generale della Corte di giustizia delle Comunità europee, Ruiz-Jarabo, in riferimento al caso della GlaxoSmithKline plc (GSK). Si tratta di una impresa che distribuisce farmaci in Grecia, detentrice di brevetti di prodotti quali: l’Imigran per l’emicrania, il Lamictal per l’epilessia e il Serevent per l’asma.

Da vari anni i grossisti intermediari acquistavano i medicinali per rivenderli sia sul mercato greco, sia su quello di altri paesi (Germania e Regno Unito) in cui l’importo rimborsato per ogni singolo medicinale superava quello versato in Grecia. Nel 2000, la GSK ha trasformato il proprio sistema di distribuzione in Grecia, smettendo di evadere gli ordinativi dei grossisti. Per rifornire di medicinali gli ospedali e le farmacie la GSK ha quindi iniziato ad utilizzare la società Farmacenter AE.

La controversia ha dato adito ad una prima domanda di pronuncia giudiziale alla Corte di giustizia delle Comunità europee. Dinanzi ai giudici greci, i grossisti sostengono che "l’interruzione della fornitura da parte della GSK e la commercializzazione tramite la Farmacenter costituiscano atti di concorrenza sleale e un abuso di posizione dominante".

L’avvocato generale ha ricordato che "la disposizione del Trattato che vieta lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante non ammette alcuna deroga". Ha ritenuto inoltre che "il Trattato non consenta di imputare alle imprese che occupino una posizione dominante comportamenti di per sé abusivi, neppure quando le circostanze del caso ne rivelino, senza dar adito a dubbi, il carattere intenzionale e l’effetto anticoncorrenziale".

Ruiz-Jarabo suggerisce alla Corte di risolvere le questioni pregiudiziali dichiarando che un’impresa in posizione dominante che rifiuti di soddisfare integralmente gli ordinativi dei grossisti di prodotti farmaceutici, allo scopo di limitare il danno cagionato dal commercio parallelo, incorre in un comportamento abusivo. L’impresa in questione potrebbe peraltro giustificare oggettivamente la propria condotta, dimostrando che i fattori di regolamentazione del mercato l’hanno costretta a comportarsi in tal modo al fine di difendere i propri legittimi interessi commerciali

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