CONCORRENZA. Incentivi alla produzione di energia rinnovabile, Antitrust segnala effetti distorsivi

Nell’esercizio del potere di segnalazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha formulato alcune osservazioni in merito alla disciplina attinente il regime di incentivazioni alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, nonché alla sua applicazione nel corso degli anni. In particolare l’Autorità ha puntato il dito sull’impatto distorsivo della predetta normativa. L’Autorità è dell’avviso, infatti, che il complesso delle incentivazioni riconosciute, oltre a generare un onere che grava in primo luogo sui consumatori finali di energia elettrica soggetti a tariffa, infici il pieno dispiegamento di condizioni di efficienza nel sistema elettrico nazionale.

Gli elementi di distorsione attengono alla modalità di aggiornamento della remunerazione garantita, alla durata delle convenzioni in essere e al riconoscimento di incentivi anche ad impianti di generazione da fonti assimilate, la cui tutela in termini di interesse generale appare dubbia.

In merito alla remunerazione dell’energia elettrica incentivata si è, infatti, registrato un ingiustificato cristallizzarsi nel tempo di vantaggi di natura economica a beneficio dei generatori convenzionati. Tali benefici sono la conseguenza, da un lato, di un aggiornamento dei prezzi di remunerazione garantiti che non riflette l’adeguamento alle mutate condizioni di efficienza e di sviluppo tecnologico degli impianti convenzionati, rispetto ai parametri fissati nel provvedimento attuativo CIP6/92. Dall’altro, della durata delle convenzioni stesse che, per prassi, è andata ben oltre il "ragionevole e congruo" lasso temporale di recupero degli investimenti (le convenzioni hanno infatti una estensione temporale di 15-20 anni).

L’Autorità auspica una urgente revisione del regime di incentivazioni dell’energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, nell’ottica di realizzare pienamente i principi ispiratori della disciplina e attenuare le distorsioni evidenziate nonché e soprattutto ridurre l’onere a carico dei consumatori.

 

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