CONCORRENZA. Liberalizzazioni, ANIA: urgente abolire il divieto di esclusiva agenziale

"Che l’esito delle cosiddette "lenzuolate" in campo assicurativo non sarebbe stato positivo né per le imprese né per i consumatori era chiaro sin dall’inizio, così come è sempre stato del tutto chiaro che non si trattava affatto di liberalizzazioni, bensì di ulteriori e impropri vincoli burocratici all’attività delle imprese": è quanto commenta l’ANIA (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) in relazione alle parole espresse oggi dall’Antitrust e ai risultati "deludenti" delle liberalizzazioni in campo assicurativo.

"In particolare – scrive l’ANIA – era evidente che il divieto di clausole di esclusiva nei mandati agenziali (decreto legge n. 7/07) non poteva dar luogo a quella figura di "consulente indipendente", remunerato dal consumatore e non dalle compagnie, che l’Autorità auspica".

"L’esito effettivo della "riforma" è stato quello da noi ampiamente previsto e denunciato – prosegue l’ANIA – In generale, gli agenti non sono diventati plurimandatari, ma sono aumentati, per ora di circa l’un per cento dei premi, i costi di distribuzione. Le compagnie sono state infatti costrette a farsi concorrenza sul terreno dell’offerta delle migliori condizioni non solo al consumatore, ma anche al distributore. Quand’anche, contro ogni logica imprenditoriale, le compagnie avessero rinunciato ad una politica di fidelizzazione degli agenti sul piano economico e si fosse effettivamente sviluppato il canale, peraltro da tempo esistente, degli agenti plurimandatari, oggi l’Autorità – giustamente – direbbe che detti agenti non sono affatto dei "consulenti indipendenti" ed hanno obiettivamente un incentivo a vendere non la polizza più conveniente per il consumatore, ma quella con la provvigione più alta". ANIA chiede quindi che "il divieto di esclusiva venga abrogato, prima che si producano altri danni", e "manifesta la propria disponibilità a ragionare sia sui modi per accrescere la trasparenza delle polizze, come proposto dall’AGCM, sia sul tema dei ‘consulenti indipendenti’".

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