CONCORRENZA. Nuovo Codice della strada vs scuole guida

In vigore dal 13 agosto il nuovo Codice della strada contiene norme controverse. Tra quelle che fanno discutere di più, tanto da scomodare l’Antitrust che ha scritto a Governo e Parlamento, ci sono le norme sulle scuole guida. Il nuovo Codice della strada, infatti, prevede che le scuole guida debbano offrire corsi per tutte le categorie di patenti. Secondo l’Autorità queste norme costituiscono una ingiustificata barriera all’ingresso, con possibili effetti anticoncorrenziali; per quasto l’Antitrust ha chiesto di rivederle.

E il Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano sottolinea il fatto che attualmente alcune scuole offrono soltanto patenti per autovetture e motociclette. "Secondo le disposizioni di attuazione da varare – scrive il CTCU – per i nuovi gestori di scuole guida è previsto l’obbligo di dotarsi inderogabilmente di tutti i veicoli necessari per l’insegnamento (ovvero autovetture, motociclette, autocarri e autobus), con un’esclusione, di fatto, dei neo-gestori dai consorzi ad oggi esistenti. Queste misure comportano una notevole distorsione del mercato".

"Le conseguenze di tali prescrizioni e restrizioni – commenta il direttore del CTCU Walther Andreaus – rischiano di ripercuotersi in particolare sui clienti delle scuole guida. Ostacoli alla concorrenza incidono alla fine, sempre sui prezzi. Temiamo pertanto che i costi per i servizi delle scuole guida possano lievitare ulteriormente."

Secondo l’Associazione dei consumatori le norme in fase di emanazione costituirebbero una chiara infrazione alla Direttiva europea sui servizi (conosciuta anche come Direttiva Bolkestein): di questo il CTCU intende informare la Commissione Europea. Il fine principale di tale direttiva è infatti quello di abbattere ogni ostacolo presente nel mercato dell’Unione per i gestori dei vari servizi: se venissero adottate le norme di cui sopra, si avrebbe un effetto esattamente contrario a quello della direttiva.

 

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