CONCORRENZA. Pastai a rapporto da Mr Prezzi il 19 gennaio

Pastai a rapporto da Mr Prezzi. "Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato per il 19 gennaio i produttori di pasta, settore nel quale si sono verificati forti variazioni tra i prezzi delle materie prime e i prezzi al consumo": è quanto ricorda oggi il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. I pastai sono stati infatti convocati dal Garante per la sorveglianza dei prezzi Roberto Sambuco per un confronto sulla formazione del prezzo al dettaglio della pasta rispetto a quelli all’ingrosso e della materia prima. Sono stati convocati tutti i rappresentanti della filiera produttiva e commerciale: Federalimentare, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, ANC-Conad, ANCC-Coop, Federdistribuzione, CNA Alimentare, Confartigianato, UNIPI-Unione Industriale Pastai Italiani, Italmopa-Associazione Industriale Mugnai Pastai d’Italia, Unioncamere e ISMEA.

Continua così una vicenda che vede i pastai nella bufera ormai da tempo. A metà dicembre infatti le aziende di pasta sono finite nel mirino della Finanza, che ha effettuato diverse perquisizioni nei principali stabilimenti alla ricerca di documentazione che potesse confermare l’esistenza di un accordo fra le aziende per determinare il rincaro dei prezzi della pasta, aumentati in due anni di circa il 50%.

E proprio l’accusa di aver fatto "cartello" per intese restrittive della concorrenza era stata la motivazione alla base della maxi multa inflitta ai principali produttori di pasta dall’Autorità Antitrust, che nel febbraio dell’anno scorso ha deciso sanzioni per oltre 12 milioni di euro. Per l’Antitrust le società sanzionate avevano posto in essere "un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo". Fra le sanzioni irrogate a febbraio, quasi sei milioni di euro (5.729.630 euro) per Barilla, quasi 1 milione 400 mila euro per De Cecco, 1 milione 260 mila per Divella, 748 mila euro per Colussi, 476 mila per Rummo, 474 mila per Garofalo. La multa è stata poi confermata a ottobre dal Tar del Lazio con la motivazione che imprese e associazioni "risultano aver concordato forme di reciproca collaborazione preordinate alla pratica sostituzione del meccanismo concorrenziale con una prassi di concertazione delle politiche di prezzo".

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