CONCORRENZA. Relazione Antitrust, le reazioni

Subito un mercato protetto con regole certe per i contratti RC auto al fine di sottrarre i consumatori alla legge del "più forte". E’ quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori, condividendo in pieno la proposta del presidente Antitrust, Antonio Catricalà che nella Relazione Annuale ha auspicato un mercato "più aperto".

Le compagnie assicuratrici, osserva l’Unione Consumatori, accrescono i loro profitti. Tariffe più che triplicate e multe inflitte dall’Antitrust all’ANIA e a diverse compagnie: sono questi i "clamorosi risultati" della liberalizzazione introdotta 13 anni fa nel settore RC auto, il settore in cui c’è meno concorrenza. Se la liberalizzazione produce solo un mercato fittizio in cui prevale la legge del più forte, allora è giusto e doveroso che lo Stato intervenga anche a colpi di decreti per tutelare i diritti e gli interessi dei consumatori.

Inoltre l’Unione Consumatori, che ha istituto un Osservatorio permanente sulla pubblicità ingannevole, è completamente d’accordo sulla proposta del presidente Antitrust di commisurare le sanzioni al fatturato dell’impresa e di rettificare pubblicamente i messaggi ingannevoli, cui ricorrono soprattutto le compagnie telefoniche.

Il quadro presentato dall’Antitrust conferma le criticità che quotidianamente i cittadini segnalano a Cittadinanzattiva, e che vedono i servizi bancari cedere, dopo tre anni, la poco edificante prima posizione nella classifica dei settori maggiormente oggetto di lamentele a tutto svantaggio delle telecomunicazioni, settore che fa registrare anche il più significativo aumento nei reclami: +22% rispetto all’ultimo anno: su 100 reclami, 47 riguardano le tlc, nel 2003 erano 14.

Se la telefonia chiama, le banche rispondono: al secondo posto nella lista nera, i servizi bancari sommano il 12% delle segnalazioni, -15% rispetto all’ultimo anno, a testimonianza di come si stia attenuando l’onda lunga della crisi del risparmio. Seguono la Pubblica Amministrazione (12% sul totale delle segnalazioni, -5%), i settori dell’energia e dei trasporti (rispettivamente 9% e 8% sul totale delle segnalazioni, +4% ciascuno), i servizi postali e assicurativi, ciascuno con un 5% sul totale delle segnalazioni, ma con un incremento delle lamentele per i servizi postali (+3%) e una diminuzione nelle segnalazioni per i servizi assicurativi (-4%). Residuali le segnalazioni riguardanti i prodotti (2% delle segnalazioni, – 9%).

"L’appello lanciato in data odierna dal presidente dell’Antitrust – sostiene Giustino Trincia, vice segreteria di Cittadinanzattiva – nel corso del suo intervento all’assemblea annuale dell’Autorità, è un implicito invito al Parlamento affinché introduca in Italia l’azione collettiva, e un richiamo alle responsabilità dello stesso Governo che da tempo aveva annunciato di impegnarsi su questo fronte. Alla class action – continua Trincia – andrebbero abbinate ulteriori misure a tutela dei consumatori, quali la creazione dell’Istituto Nazionale per il consumo e soprattutto nuove Autorità di regolamentazione in settori ancora scoperti, primi fra tutti i trasporti, dove non si riescono a risolvere i continui disagi sopportati da migliaia di pendolari".

Anche Adiconsum apprezza la relazione del presidente Catricalà e giudica positivo l’operato di questa Autorità. È grazie anche agli interventi dell’Antitrust che la concorrenza ha fatto qualche piccolo passo avanti. Un ulteriore passo dovrebbe essere garantito dai provvedimenti varati dal Governo sulle liberalizzazioni, ma sui quali notevoli sono le resistenze da parte dei settori interessati.

L’Aduc, invece, non si unisce al coro degli elogi: "Non per quello che ha detto, ma perche’ fino a che non vedremo atti concreti che diano un valore alle sue parole, non ci uniamo al "popolo bue" che si sente soddisfatto perche’ gli si e’ fatto credere che da oggi la propria vita cambiera’, ma invece gli si e’ dato solo in pasto in po’ di fumo".

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