CONCORRENZA. Sanzione Antitrust, Unipi: “Nessuna intesa per influenzare i prezzi della pasta”

La multa decisa dall’Antitrust nei confronti dei pastai ha sollevato la reazione dell’Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, che ha oggi pubblicato sui quotidiani nazionali un’inserzione nella quale si difende dalle accuse. "Nessuna intesa per influenzare i prezzi della pasta – è il titolo del comunicato – I pastifici italiani da sempre vicini ai consumatori".

Riguardo alla conclusione del procedimento Antitrust, Unipi "ribadisce che non vi sono mai state speculazioni, né intese lesive degli interessi dei consumatori". "Tutto è iniziato – si legge nell’inserzione – con un fortissimo incremento dei costi della materia prima che ha colpito tutte le aziende e che è proseguito fino alla prima metà del 2008, quando il costo medio del grano duro ha fatto registrare incrementi del 220% rispetto al 2005. L’aumento vertiginoso dei costi della materia prima ha determinato uno stato di crisi acuta per il settore, con il rischio concreto, per numerosi pastifici, di cessazione delle attività". Prosegue Unipi: "Parte di tali aumenti non è stata trasferita sul prezzo praticato dai pastifici. Non solo, la stessa Autorità ha riconosciuto che le aziende hanno praticato aumenti di intensità diversa in tempi diversi. Ciò dimostra chiaramente l’insussistenza di qualsiasi ipotesi di intesa".

Per Unipi "gli industriali pastai italiani sono stati attaccati ripetutamente e sugli aumenti è stata fatta molta demagogia", una porzione costa oggi in media venti centesimi e "desta amarezza e preoccupazione" il fatto che siano stati puniti i produttori. "Le aziende pastaie italiane – conclude il comunicato – sono imprese familiari fortemente radicate nella tradizione e sul territorio, guidate dalla passione e dal desiderio di fornire ai consumatori un prodotto buono, sano, sicuro ed economico".

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