CONCORRENZA. Servizi pubblici locali, CODICI: “Verso privatizzazione selvaggia dell’acqua”

Non tanto una liberalizzazione quanto una privatizzazione dei servizi pubblici locali e dell’acqua. È questa la posizione espressa dal segretario nazionale del CODICI Ivano Giacomelli di fronte alla nuova disciplina che modifica la normativa sui servizi pubblici locali di rilevanza economica, "sostenendo in questo modo di adeguare la disciplina all’ordinamento comunitario e incrementare la spinta liberalizzatrice in un quadro regolatorio che incentiva l’iniziativa dei soggetti privati – sostiene Giacomelli – Nonostante tale affermazione, ad un esame attento sembra più una privatizzazione, e alquanto selvaggia, piuttosto che una "liberalizzazione" per le ragioni che vado ad esporre. Il decreto stabilisce che l’affidamento a società mista pubblica e privata mediante procedura ad evidenza pubblica per la selezione del socio operativo (cosiddetta "gara a doppio oggetto") rientra tra le modalità ordinarie di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, in linea con la Comunicazione interpretativa della Commissione europea del 5 febbraio 2008 sull’applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni ai partenariati pubblico-privato istituzionalizzati, prevedendo, contestualmente, che al socio privato sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento. Ma dall’Europa non arriva l’indicazione di una simile quota da lasciare al socio privato, si tratta, questa, di una scelta nazionale" .

Per Giacomelli, al sistema di gare pubbliche è invece facile che si sostituisca "un sistema fatto di giochi ad incastro per sottrarre gli appalti al libero mercato e al controllo pubblico".

"Le liberalizzazioni – scrive ancora Giacomelli – hanno un senso se riducono i costi e aumentano la qualità del servizio, altrimenti diventano una mera speculazione sulle tasche dei cittadini. Soprattutto queste hanno un senso se si prevede un equilibrio dei poteri tra l’utente/consumatore e chi eroga il servizio in una situazione di monopolio di fatto. Va infatti rammentato che stante la peculiarità del Servizio idrico Integrato, il Gestore non ha concorrenza nel territorio in cui opera. Le nostre indagini svolte su tutto il territorio nazionale hanno confermato che nessuna esperienza di gestione, sia mista che completamente affidata a privati, ha aumentato la qualità del servizio e/o ridotto la tariffa. Invero si registra costantemente un aumento dei costi di gestione a fronte di una mancanza di investimenti pur previsti dal piano d’ambito e consistenti aumenti tariffari".

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