CONCORRENZA. Tavola rotonda alla Luiss con le Autorità indipendenti

La concorrenza ha portato a una riduzione dei prezzi della telefonia per i consumatori e l’Italia è all’avanguardia nel settore delle telecomunicazioni, anche se sono in aumento i contenziosi verso l’Autorità e fra gli operatori: questo il bilancio tracciato da Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Le liberalizzazioni sono necessarie in particolare nel settore energetico, anche "per tutto l’indotto che andrebbe a vantaggio dei consumatori": questo quanto affermato dal Presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà a margine del convegno organizzato dalla Luiss a Roma. "Nel nostro piccolo – ha spiegato – stiamo portando avanti una politica di riduzione delle aree di dominanza". Occasione di approfondimento è stata la tavola rotonda "La tutela della concorrenza tra poteri regolativi delle Autorità indipendenti e controlli giurisdizionali" organizzato dalla Luiss con la partecipazione fra gli altri del Presidente dell’Autorità per le Comunicazioni, del Presidente dell’Antitrust e del Presidente della Consob Lamberto Cardia.

"Se c’è un settore che non tollera barriere geografiche e amministrative è quello delle telecomunicazioni" ha commentato Calabrò, che ha ricordato però le difficoltà create in Europa dalla politica di favore adottata in Germania verso il campione nazionale, Deutsche Telekom. "Per i consumatori la concorrenza ha portato un calo delle tariffe e l’innovazione di processo e di prodotto": dal ’98, ha commentato il Presidente dell’Autorità per le Comunicazioni, i prezzi delle telefonia hanno avuto una riduzione media annua del 2,2% e, in sette anni, del 15%. Lo stato dell’innovazione vede l’Italia, alla fine del 2006, all’avanguardia per gli UMTS con oltre 14 milioni e mezzo di linee mentre il 42% delle famiglie ha un accesso digitale alla televisione. Allo stesso tempo restano però problemi strutturali o problemi legati al basso livello di informatizzazione degli italiani.

Nel recepimento della direttiva europea sull’Opa, l’Italia deve porsi il problema che "la normativa sia uguale per tutti e che non faccia danno a nessun Paese, quindi neanche al nostro": lo ha detto il presidente della Consob, Lamberto Cardia, intervenendo al convegno e aggiungendo che comunque la direttiva non riuscirà ad essere recepita entro la data stabilita del 31 gennaio. Cardia ha ribadito che "da sempre" la Consob è a favore della liberalizzazione totale del mercato. Tuttavia "viviamo in un periodo in cui risorgono tentativi di modifica di questo vento liberalizzatore, che si è attenuato e quasi sparito". Per questo, "a questo punto ci si è posto il problema se di fronte al recepimento della normativa fosse sempre da rispondere aprendo le braccia", ha detto Cardia confermando di aver avuto nella giornata di ieri un "lungo incontro" con il ministro dell’economia, Tommaso Padoa-Schioppa, in cui la Consob ha espresso le sue valutazioni sul recepimento della direttiva. Il presidente della Consob ha giudicato la direttiva Ue "infelice nella sua formulazione" con al suo interno "clausole in contrasto tra loro".

"Non è un’operazione semplice condurre una battaglia per la concorrenza perché significa sacrificarsi e questa non è un’Italia che vuole sacrificarsi", ha commentato il Presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà, segnalando come sulla benzina "si minaccia uno sciopero contro la segnalazione dell’Autorità". "Dobbiamo resistere e non dobbiamo fare marcia indietro". Catricalà ha inoltre ricordato durante la tavola rotonda gli strumenti a disposizione dell’Autorità: "prima della sanzione c’è la possibilità di avere un ‘pentimento’ e di assumere impegni che evitino di dover accertare l’illiceità" e questi impegni sono importanti perché devono essere adeguati e a favore del mercato. "Si impone un comportamento virtuoso che innescherà concorrenza nel sistema. È successo con l’Enel che ha presentato impegni ritenuti adeguati a farle perdere dominanza di mercato". C’è inoltre, con l’attività cautelare, "la possibilità di intervenire immediatamente non appena l’illecito si verifica per impedire che produca effetti. L’abbiamo fatto con le banche e verso i grossisti di farmaci che tendevano a non rifornire le parafarmacie".

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