CONCORRENZA. Tutela dei consumatori: parla l’Antitrust

"La tutela dei consumatori è il fine ultimo dell’attività antitrust, ma rappresenta la nostra missione quando contrastiamo la pubblicità ingannevole". E serve una maggiore tutela nei confronti di "manifestazioni di scorrettezza commerciale nei confronti dei singoli consumatori" praticate da alcune aziende. È quanto ha affermato il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, nella Relazione annuale svolta oggi a Montecitorio. Si registra una fase di stallo nelle liberalizzazioni. Sta per partire un’indagine sugli intrecci fra banche e assicurazioni. E nel settore della responsabilità civile automobilistica crescono i profitti ma non calano i premi. Questi alcuni dei punti sottolineati dall’Antitrust.

TUTELA DEI CONSUMATORI. In tema di pubblicità ingannevole "l’attività sanzionatoria è pressoché quotidiana ed è aumentata nel più recente periodo". Sono stati presi in considerazione i messaggi diffusi sui diversi media e su internet: "I principali settori di intervento – ha detto Catricalà – risultano le telecomunicazioni, la formazione, i servizi finanziari, i servizi turistici, il settore alimentare e dei dimagranti". Dalla riforma del 2005 a oggi sono state spiccate sanzioni per oltre 7 milioni di euro e nell’ultimo anno sono stati emessi trenta provvedimenti sanzionatori riguardanti il credito al consumo, con inserzioni diffuse soprattutto sulla stampa gratuita. "Sul modello già adottato per la telefonia – ha detto l’Authority – stiamo predisponendo, con riferimento a questo settore, un documento che aiuti il consumatore a decodificare i messaggi. Nei mercati più ricchi la sanzione pecuniaria non si dimostra efficace. Potrebbero essere utili rimedi come la rettifica pubblica del messaggio volta ad amplificare la risonanza delle pronunce dell’Autorità, con maggiore deterrenza nei confronti delle imprese attente all’effetto reputazionale. Chiederemo anche al Parlamento – ha aggiunto Catricalà – di poter intervenire d’ufficio e di commisurare le sanzioni al fatturato aziendale o, come accade in Francia, in proporzione al costo della campagna pubblicitaria". Segnalazioni incisive sono arrivate dalle associazioni dei consumatori, ha riconosciuto il Garante, e alcune istruttorie per abuso sono partite su denuncia dei cittadini. "Nel nostro sistema – ha aggiunto Catricalà – si avverte la mancanza della class action". L’Autorità ha aperto un’indagine conoscitiva sulle carte prepagate in più settori. "Ma la società civile ci chiede più di quanto la legge ci consenta", ha aggiunto Catricalà che ha poi sottolineato come le "manifestazioni di scorrettezza commerciale nei confronti dei singoli consumatori" a volte "assumono vaste dimensioni ma sono praticate da aziende che, pur forti sui loro mercati, non rivestono posizioni di dominanza. Ciò impedisce, allo stato della legislazione, l’intervento spesso invocato dell’Autorità, lasciando soli i consumatori e le loro associazioni di fronte ai tempi troppo lunghi della giurisdizione. Si tratta di una pericolosa deriva da arginare". Per questo, ha aggiunto, "è auspicabile che il prossimo recepimento della direttiva 2005/29, relativa alle pratiche commerciali sleali, costituisca l’occasione per l’attribuzione all’Autorità delle competenze sulla materia".

LIBERALIZZAZIONI E MERCATI. "Si registra oggi con preoccupazione una fase di stallo". È quanto ha sottolineato Catricalà: "Le lobby si riorganizzano e trovano appoggi nei due schieramenti politici. Per superare l’impasse è necessaria la ricerca di un più vasto consenso sui motivi delle scelte da compiere e sugli obiettivi finali delle riforme; occorre chiarire i principi generali e definire il quadro degli interventi". Il presidente dell’Autorità Antitrust ha poi ripercorso lo stato dei diversi mercati. Così ha spiegato che "non è necessario abolire gli ordini, ma riformarli. Il loro compito precipuo è la promozione della qualità delle prestazioni, il continuo aggiornamento dei professionisti, la tutela dei clienti prima che degli iscritti". L’Autorità ha chiamato in causa il ruolo svolto da alcune amministrazioni locali. "Nel commercio la mancata liberalizzazione è da ascrivere all’atteggiamento protezionistico di molte Regioni – ha detto – Il nostro sistema economico non è stato in grado di sviluppare una rete distributiva efficiente. È mancato quindi il freno naturale alle spinte inflazionistiche, con danno diretto per il consumatore finale". L’indagine condotta sul mercato agroalimentare ha rilevato che per il contenimento dei prezzi "l’intera struttura di produzione deve rinnovarsi e la filiera distributiva deve accorciarsi". Nel settore farmaceutico, "dopo la liberalizzazione dei farmaci da banco, le Regioni dovrebbero semplificare anziché aggravare gli adempimenti dei nuovi centri vendita. Spetta invece allo Stato introdurre misure ulteriori che incentivino la vendita di farmaci generici" in modo da avere risparmi per la spesa sanitaria e per le famiglie. Per energia elettrica e gas serve l’attuazione delle direttive comunitarie e il potenziamento delle reti. Telecomunicazioni: secondo Catricalà gli interessi da tutelare sono "servizi a buon mercato per gli utenti e incremento della qualità tecnica; e ciò attraverso l’efficiente gestione non discriminatoria della rete e il suo potenziamento". "È sulla qualità tecnologica che merita di essere difesa l’italianità della rete, un valore da conquistare, non da invocare". Le nuove tecnologie rappresentano "il principale motore di sviluppo nel mercato televisivo". Secondo Catricalà "il settore presenta a livello nazionale una struttura concentrata nella quale, a fronte di una certa equivalenza nel patrimonio di risorse tecniche, la propensione all’investimento e il dinamismo tecnologico appaiono difformi tra impresa pubblica e imprese private. Le riforme attese devono indurre a più decisi investimenti della RAI, che ha digitalizzato meno di duecento impianti contro gli oltre novecento di Mediaset". Di conseguenza "la privatizzazione resta la strada maestra" anche se "non esiste una sola opzione per le più opportune modifiche ordinamentali. Ciò che conta è che la RAI possa recuperare indipendenza e svolgere un ruolo fattivo e dinamico nell’ambito del processo concorrenziale ancora troppo lento".

BANCHE E RCAUTO. Focus sul sistema bancario. "Il criterio di fondo che ispira la valutazione dell’Autorità è di consentire la nascita di imprese bancarie di dimensioni consistenti per essere efficienti e competitive". Allo stesso tempo, "dalle valutazioni delle operazioni emerge una fitta rete di intrecci azionari, partecipazioni e rapporti di finanziamento tra imprese bancarie e tra queste e le imprese assicurative: un equilibrio di mercato che può evidenziare conflitti di ruolo e in alcuni casi rappresentare una grave patologia – ha detto Catricalà – La convergenza di interessi tra imprese concorrenti ostacola la competizione". Il Collegio, ha annunciato il presidente, "sta per avviare un’indagine diretta a mettere in evidenza i rapporti tra libertà di mercato e corporate governance nel settore finanziario". Responsabilità civile automobilistica: "I profitti delle compagnie crescono e non scendono i premi a carico degli assicurati – ha detto l’Autorità – Nessun vantaggio si registra a favore degli assicurati, costretti ad attendere tempi ancora eccessivi per i risarcimenti e a subire clausole negoziali onerose". Per questo l’Antitrust proseguirà nella sua azione "per ottenere aperture in questo mercato già protetto dall’obbligatorietà dei contratti". La base di un mercato efficiente, ha concluso il suo intervento Catricalà, sono dunque "regole certe e trasparenti".

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