CONCORRENZA. Ue, pene più severe per chi viola le norme Antitrust

Pene più severe a livello europeo per chi viola le norme Antitrust. La Commissione europea ha infatti adottato le nuove linee guida per il calcolo delle multe inflitte alle imprese che hanno contravvenuto alle disposizioni del trattato Ce sulla concorrenza. In particolare si tratta dell’articolo 81, che proibisce cartelli, decisioni di associazioni di imprese, pratiche concordate e altre pratiche commerciali restrittive e dell’articolo 82, che interviene in caso di abuso di posizione dominante.

Tre le novità principali: la nuova "tassa d’entrata", il rapporto tra multa e durata dell’infrazione e l’aumento delle pene per i comportamenti recidivi. "Queste tre modifiche – spiega , il commissario responsabile per la concorrenza, Neelie Kroes – lanciano tre chiari segnali alle imprese: non violare le norme antitrust; in caso di violazione, mettere fine quanto prima al comportamento scorretto e una volta cessata la violazione, non ripeterla. Naturalmente perché la Commissione applichi una politica più clemente, le imprese da parte loro, dovranno notificare le eventuali infrazioni senza ritardo. Se invece le imprese non presteranno la dovuta attenzione a questi segnali, il prezzo che pagheranno sarà molto alto".

Il sistema delle multe ha l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme antitrust da parte delle imprese. La loro funzione è in primo luogo quella di punire il comportamento scorretto tenuto dalle imprese ma, al tempo stesso, il loro ammontare deve anche dissuadere qualsiasi impresa dal violare le norme sulla concorrenza.

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