CONSUMI. A Milano si spende di più, nel 2008 quasi 3mila euro a famiglia

Nel 2008 le famiglie milanesi hanno speso 2.871 euro, il 15,5% in più rispetto ai consumi medi delle famiglie italiane, che hanno speso invece 2.485 euro. Ad aumentare, rispetto al 2007, è stata soprattutto la spesa alimentare: nel 2008 i milanesi hanno speso in media ogni mese 466 euro per i beni alimentari, contro i 442 euro dell’anno precedente. Il 21,3% della spesa alimentare è stata destinata alla carne, il 20,2% a frutta e verdure, il 12% a latte, formaggi e uova. Solo il 6,5% è stato speso per il pesce, il cui consumo si è anche ridotto del 3,5%.

E’ rallentata la spesa per i beni non alimentari: da 2.433 euro del 2007 a 2.405 euro del 2008. E’ la fotografia scattata dalla Camera di Commercio di Milano e dal Comune di Milano che hanno presentato oggi l’indagine sui consumi di 802 famiglie milanesi.

Dunque la voce di spesa più importante risulta essere quella per la casa, che tra costi per l’abitazione e le utenze interessa il 17,5% del totale. Seguono le spese per mangiare (16%), per i trasporti (9%) e per la sanità (6%). In tempi di crisi i milanesi hanno risparmiato sui mezzi di trasporto (-22,3%), comprando meno auto e mangiando meno fuori casa (-44,3%).

Della crisi, invece, non ne hanno risentito i telefonini che hanno registrato una crescita del 20,3%, i viaggi (+25,9%) e lo sport (+15,6%). Ma non tutti i milanesi sono uguali e la spesa varia soprattutto tra quelli che vivono al centro e quelli che abitano in periferia: 4.000 euro contro 2.700. Differenze significative di spesa tra i dirigenti e gli operai (4.900 e 2.200). Le coppie, invece, risparmiano dal 7 al 20% rispetto ai single.

"Conoscere come vivono le nostre famiglie, sapere dove sono le criticità maggiori – ha commentato l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Milano Giovanni Terzi – è solo il punto di partenza per un’azione congiunta che sia in grado di operare concretamente nella ricerca di soluzioni. Dai dati, provando ad esempio una lettura più allargata, potrebbe emergere la necessità di ripensare la vita della città con un’attenzione particolare nei confronti dei giovani che già costituiscono un nucleo familiare a sé".

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