CONSUMI. Acqua nell’occhio del ciclone: campagna Mineracqua in difesa delle bollicine

Coop lancia la campagna Acqua di casa mia per il consumo dal rubinetto o da fonti vicine, nel rispetto dell’ambiente e contro il trasporto su gomma per chilometri e chilometri. Mineracqua, l’associazione di Confindustria che riunisce i produttori di acque minerali in Italia, risponde con una campagna all’insegna dello slogan "Acqua minerale. Molto più che potabile". La locandina di Mineracqua richiama gli stessi colori di quelli usati nei manifesti della Coop, ma con un messaggio diverso: rivendicare la bontà delle acque minerali. Tanto è vero il manifesto è tutto costruito sulla differenza fra acqua minerale che "sgorga pura alla sorgente" e lì viene imbottigliata e acqua di rubinetto che corre attraverso le tubature e dunque, per Mineracqua, "è solo bevibile". Insomma: una vera tempesta per un bicchier d’acqua.

Questa la posizione di Mineracqua, espressa dal suo presidente Ettore Fortuna: "Da tempo i consumatori sono sottoposti a un flusso di informazioni poco chiare, e talvolta caratterizzate da scarsa oggettività e valore scientifico. L’effetto è la colpevolizzazione di una scelta di consumo consapevole e attenta alle proprietà che caratterizzano le acque minerali". Da qui la scelta di uno slogan che afferma: "Da un’informazione trasparente nascono scelte libere". Afferma ancora l’associazione: "Per essere definita minerale, l’acqua deve sgorgare da sorgenti protette e incontaminate. Questo la rende batteriologicamente pura all’origine, e dotata di caratteristiche chimiche costanti. Proprio per preservare queste caratteristiche, l’acqua deve infatti necessariamente essere imbottigliata alla sorgente, in contenitori che ne assicurino l’integrità nel suo percorso fino al consumatore. Da tempo, le aziende associate a Mineracqua effettuano rilevanti investimenti in ricerca e sviluppo nella progettazione dei contenitori delle acque minerali, realizzati in PET riciclabile, così essenziali per la salvaguardia delle sue proprietà".

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