CONSUMI. Ad agosto indice in calo dell’1,5%. Confcommercio: famiglie sempre più in difficoltà

E’ la decima volta che si registra un segno negativo. Anche nel mese di agosto gli italiani tirano la cinghia riducendo gli acquisti. Lo rivela l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), secondo il quale si evidenzia un -1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per l’Ufficio Studi Confcommercio il disagio delle famiglie si esplica anche in quei settori che nei mesi passati erano in attivo, quali sanità e cura per la persona, comunicazioni e trasporti aerei.

Dovendo tagliare ulteriormente le uscite, i nuclei familiari scelgono di rinunciare sempre più ai beni ritenuti non necessari. "La domanda di beni e servizi ricreativi – evidenzia l’Ufficio Studi Confcommercio – continua a registrare, in termini reali, un’evoluzione negativa, con una flessione ad agosto del 4,4% rispetto all’analogo mese dello scorso anno. Il dato, pur risentendo di alcuni effetti stagionali, è sintomatico delle difficoltà in cui versano le famiglie. Va peraltro ricordato come nell’aggregato non sono considerate alcune tipologie di concorsi a pronostico, quali le lotterie istantanee e le scommesse anche via internet, di più recente diffusione, le quali stanno registrando comunque una crescita, difficilmente quantificabile data la difficoltà a reperire informazioni esaustive in corso d’anno". Unica eccezione è costituita da servizi di ristorazione ed alloggio (+2% rispetto ad agosto 2007).

I dati più allarmanti provengono da beni e i servizi per la mobilità, con un -13,6%. Ciò si traduce in una contrazione del mercato di automobili e motocicli, ma anche in una riduzione dei consumi di carburante e spese per il trasporto aereo. Il settore comunicazioni, invece, mantiene un certo dinamismo nella domanda (+5,2%). In sostanziale stagnazione i beni e servizi per la persona (+0,4) e quelli per la casa (-0,7%), mentre mostra un consistente calo la voce degli articoli di abbigliamento e calzature (-3,4%). Si conferma anche ad agosto la flessione della domanda di prodotti alimentari e tabacchi (-2,5%).

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