CONSUMI. Adoc: sprechi alimentari per il 10% della spesa e per 561 euro annui

Sprechi alimentari: ogni anno finisce nel cassonetto della spazzatura circa il 10% della spesa totale effettuata dalle famiglie italiane, pari a circa 561 euro. Si buttano soprattutto prodotti freschi, pane, frutta e verdura. Le cause? Eccesso nell’acquisto di un prodotto, alimenti scaduti o offerte speciali che portano ad acquistare più di quanto serve. È quando denuncia un’indagine sui consumi alimentari delle famiglie realizzata dall’Adoc, associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori.

Ogni anno vengono buttati nel cassonetto, in media, 561 euro, pari al 10% della spesa totale effettuata. "E’ un dato preoccupante – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – in calo rispetto agli anni precedenti, quando comunque si spendeva meno per la spesa. A seguito delle speculazioni avvenute con l’entrata in vigore dell’euro, infatti, abbiamo assistito a un notevole aumento della spesa familiare destinata ai prodotti alimentari e contestualmente a un calo degli sprechi, che comunque rimangono alti. Destinare il 10% della nostra spesa annua alla pattumiera è un lusso che non possiamo più permetterci".

Quali i dati in dettaglio? Lo spreco annuale di una famiglia ammonta a circa 432 euro, pari a 36 euro al mese, escluse le feste. Sommando anche le festività la cifra sale a 561 euro. La percentuale di spreco sui singoli prodotti vede al primo posto, con il 39%, i prodotti freschi come latte, uova, carne, preparati, mozzarella, stracchino, yogurt, seguiti da pane (19%), frutta e verdura (17%) e affettati (10%). I motivi per i quali si spreca rimandano alle abitudini di spesa e alla presenza di offerte che inducono ad acquisti non necessari: per il 39% si tratta di un eccesso di acquisto generico, per il 24% di prodotti scaduti, per il 21% di un eccesso di acquisti per offerte speciali, per il 9% di novità non gradite e per il 7% di prodotti non necessari. Per Pileri "i consumatori devono imparare ad essere più furbi e consapevoli", ad esempio non cedendo a offerte promozionali che spingono ad acquisti in eccesso con l’illusione di risparmiare. Ma c’è anche il problema delle confezioni da mezzo litro e delle monoporzioni. E incidono le feste come Natale, Capodanno, Pasqua: "Se ognuno pensasse – conclude l’associazione – che con i soldi sprecati per questi appuntamenti, una famiglia potrebbe fare la spesa per circa 2 settimane, forse farebbe acquisti più ponderati".

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