CONSUMI. Altroconsumo: Mentadent anti-age, il dentifricio anti-età non conviene

Il dentifricio Mentadent anti-age è "anti-età", contrasta "i 5 segni del tempo" e costa circa il 20% in più rispetto agli altri prodotti contro carie, tartaro e placca. Conviene spendere di più per la giovinezza del propri denti? Non secondo Altroconsumo che spiega: "Mentadent anti-age sostiene di aiutare a combattere "i 5 segni del tempo" (recessione gengivale, erosione dello smalto, perdita del bianco naturale, arrossamento delle gengive e sensibilità dentale). Ma non vale la pena spendere di più".

Il motivo è presto detto: si tratta di problemi non direttamente o non sempre collegati all’età. "In primo luogo, questi sintomi non sono necessariamente legati all’età: per esempio la recessione gengivale può interessare persone giovani e viceversa non riguardare chi lo è meno. Inoltre, – prosegue l’associazione – non sono problemi omogenei: per esempio, se la perdita del bianco è un processo naturale, di per sé non problematico, la recessione delle gengive può invece comportare rischi per la salute dei denti e richiede una visita di controllo dal dentista".

Gli ingredienti usati – anch’essi cinque, il che secondo l’associazione suggerisce più una trovata pubblicitaria – non hanno qualità davvero rivoluzionarie. "Due ingredienti sono presenti in tutti i dentifrici (il fluoro per proteggere dalle carie e la silica come abrasivo); altri sono specifici, ma di comune utilizzo (il potassium citrate per denti sensibili e lo zinco citrato come antitartaro) – spiega Altroconsumo – Quanto alla vitamina E e all’idrossiapatite, nonostante le buone proprietà di queste due sostanze, al momento scarseggiano studi indipendenti a supporto dell’efficacia della loro azione sui problemi indicati nella pubblicità". Il tutto, a un prezzo superiore di circa il 20% rispetto alla media dei dentifrici total care.

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