CONSUMI. Auricchio (Federalimentare): “Etichettatura, un ulteriore aggravio”

"Nonostante le difficoltà in Italia e nel mondo, il Made in Italy alimentare tiene" lo sostiene Gian Domenico Auricchio (Presidente di Federalimentare) durante la presentazione del bilancio 2008 del settore che spiega: "In un periodo di crisi pesante come quello che attraversa il sistema economico internazionale, l’industria alimentare, grazie alle sue doti anticicliche, riesce a "tenere" meglio rispetto agli altri settori dell’economia. La produzione totale dell’industria del Paese è infatti scesa del -4,3% nel 2008 mentre quella dell’industria alimentare è calata solo del -1,5%".

Il Presidente ha fatto notare che nell’arco 2000-2008 la produzione alimentare del Paese ha mantenuto ancora, una crescita complessiva di 7,7 punti (quasi un punto l’anno), mentre la produzione industriale nel suo complesso ha perso 5,8 punti. Nel commentare l’incremento del fatturato dell’1.0%, Auricchio ha precisato che la grande distribuzione ha mantenuto in media tre punti di scarto sul trend delle vendite dei piccoli esercizi mentre hanno accelerato ancora "hard discount", "primi prezzi" e "promozioni", a testimonianza delle tendenze "low cost" nella spesa degli italiani.

Nella sua lunga relazione Auricchio ha parlato anche del nuovo ddl sulle etichettature dei prodotti e ha sostenuto che: «Specialmente in un momento critico come quello presente, la trasformazione alimentare del Paese non può farsi carico di oneri aggiuntivi pesanti come quelli legati all’indicazione in etichetta dell’origine geografica delle materie prime utilizzate. Per un settore fisiologicamente e largamente legato alle importazioni di materie prime, e che è già sottoposto a garanzie igienico-sanitarie esemplari – aggiunge il Presidente – queste misure di matrice solo nazionale risultano discriminanti e penalizzanti nella gestione delle aziende, onerose e senza concreti vantaggi per il consumatore. Il Made in Italy alimentare, inoltre – prosegue Auricchio -, è diventato così richiesto sui mercati, non per le materie prime, ma per le ricette, la cultura, il lavoro degli imprenditori nazionali. In un contesto di crisi che preoccupa per la sua intensità e velocità – continua Auricchio -, bisogna cercare sostegno al settore attraverso una promozione coordinata dell’export, una maggiore razionalizzazione e trasparenza dei rapporti con la distribuzione e il decollo della Camera di conciliazione tra i fornitori industriali e la distribuzione".

L’obbligo di etichetta di origine è respinto da Federalimentare, precisa il presidente Auricchio, come "principio assoluto", mentre non si respinge la possibilità di trovare un accordo, all’interno della discussione filiera per filiera prevista dal ddl etichettatura, "laddove c’è necessità per il consumatore".

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