CONSUMI. Banca d’Italia: restano poco dinamici

Nonostante la ripresa economica i consumi delle famiglie restano modesti e poco dinamici mentre si accentua la tendenza a evitare strumenti finanziari rischiosi. È quanto afferma la Banca d’Italia nel Bollettino economico trimestrale, nel quale si sottolinea inoltre che i conti pubblici sono migliorati più del previsto con un Pil che alla fine del 2007 dovrebbe crescere del 2 per cento: è però necessario, si afferma, "consolidare i risultati" e allo stesso tempo abbassare le pressione fiscale. "Un rapido conseguimento del pareggio strutturale di bilancio – si legge nel documento – è essenziale per far diminuire significativamente il debito, in modo da affrontare per tempo i costi derivanti dall’invecchiamento della popolazione. Nel procedere verso tale obiettivo di medio termine si dovranno al tempo stesso reperire risorse per ridurre la pressione fiscale, che supera quella media dell’area dell’euro e si colloca in prossimità dei valori massimi storici, e per accrescere gli investimenti pubblici, in diminuzione da due anni ma essenziali per favorire il ritorno a una crescita sostenuta e durevole della produttività e del reddito".

I consumi delle famiglie restano "poco dinamici", afferma la Banca d’Italia. "La spesa delle famiglie nel 2006 – si legge nel Bollettino economico – è aumentata dell’1,5 per cento, circa un punto in più rispetto all’anno prima. Dopo la netta accelerazione nel primo semestre, con tassi prossimi al 2 per cento in ragione annua, la crescita dei consumi si è quasi arrestata nel quarto trimestre". Ma nonostante la ripresa economica "i consumi delle famiglie sono aumentati a ritmi complessivamente contenuti".

"Secondo gli indicatori disponibili – afferma la Banca d’Italia – l’andamento dei consumi avrebbe mantenuto un profilo moderato anche nei primi mesi del 2007, con un ritmo di crescita attorno al punto e mezzo percentuale su base annua. L’evoluzione positiva del clima di fiducia delle famiglie, in atto dall’estate del 2005, suggerisce un lento superamento delle incertezze che hanno gravato sulle decisioni di spesa negli anni più recenti e che traspaiono ancora dai giudizi sostanzialmente pessimisti sulle condizioni economiche individuali. Secondo nostre stime nello scorso anno la ricchezza delle famiglie ha continuato a crescere sia nella componente finanziaria sia in quella immobiliare. Quest’ultima ha ancora beneficiato di una dinamica delle quotazioni residenziali rimasta intensa (5,8 per cento, 9,6 nel 2005), nonostante la decelerazione della seconda metà dell’anno".

Secondo la Banca d’Italia il miglioramento della situazione delle famiglie italiane non si traduce in una maggiore propensione al rischio negli investimenti: "le famiglie si sono maggiormente orientate verso strumenti finanziari con livelli di rischio e di rendimento contenuti, riducendo gli acquisti di azioni e partecipazioni e cedendo quote di fondi comuni". La propensione all’indebitamento delle famiglie tende a diminuire e si è ridotta la crescita del credito al consumo: "Nel 2006 i mutui bancari – la componente principale del debito delle famiglie – hanno decelerato al 12,6 per cento, risentendo dell’aumento dei tassi di interesse. Anche la crescita del credito al consumo, pur mantenendosi elevata, si è ridotta (al 13,0 per cento), riflettendo la modesta evoluzione delle spese per beni durevoli".

Comments are closed.