CONSUMI. Bilancio Coop 2010: prodotti a marchio coprono 25% degli alimentari

I prodotti a marchio Coop hanno raggiunto nel 2010 i 2,7 miliardi euro di fatturato, con una quota complessiva che supera il 25% sul totale alimentari. Coop Voce, la telefonia mobile di Coop, ha raggiunto 640.000 attivazioni nel 2010. Durante l’anno è cresciuta la diffusione di Coop Salute, con 102 corner, 80 milioni di euro di fatturato e un risparmio per il consumatori di circa il 27%, rispetto ai prezzi medi praticati in farmacia.

"Questi dati testimoniamo il valore di un processo di liberalizzazione che in Italia è stato appena avviato – ha detto Vincenzo Tassinari, Presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia – In particolare in relazione alla questione della liberalizzazione dei farmaci che viene spacciata come un favore alle Coop, voglio solo ricordare che, oltre ai nostri corner e ai 300 nuovi posti di lavoro da noi creati per altrettanti farmacisti, dal 2006 ad oggi sono state aperte oltre 3500 nuove parafarmacie generando oltre 7400 nuovi posti di lavoro".
Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla presentazione del Bilancio Consuntivo 2010 di Coop, avvenuta durante l’assemblea annuale a Torino, inserita nel convegno dal titolo "La Coop ha i secoli contati dal 1854 al 2011 e oltre".

I consumatori sono in crisi e non ci sono segnali di miglioramento. Nel 2010 i consumi non sono decollati e non si attendono risultati migliori quest’anno, che si presenta come altrettanto difficile. Questo il contesto ricordato da Coop, che sottolinea però come il proprio bilancio fotografi una situazione che regge. Coop "si conferma primo gruppo della grande distribuzione italiana aumentando la propria quota di mercato che è oggi pari al 18,3% (+0,2% rispetto al 2009). Sono 12,9 i miliardi di fatturato (+1,1%)". Per Tassinari, sono risultati "tutt’altro che scontati, che si collocano in un contesto di grande difficoltà per le famiglie e per le imprese: un contesto che noi monitoriamo costantemente grazie al fatto di essere presente con la nostra rete di vendita da nord a sud del territorio nazionale con una molteplicità di format distributivi (dalle piccole superette ai discount ai grandi ipercoop)".

Per Tassinari le prospettive per quest’anno non sono buone, dunque "sarebbe opportuno che il Governo mettesse in campo misure per la ripresa e per il rilancio dei consumi, così come altri Paesi pur in difficoltà hanno fatto: gli Stati Uniti, la Germania, la Francia. Non andrebbero certo in questa direzione ipotesi di aumento dell’Iva sui prodotti alimentari e di largo consumo. Se si facesse così si otterrebbe al contrario un ulteriore effetto depressivo soprattutto nei confronti delle famiglie meno abbienti con una spinta inflattiva pericolosa. Impatto che, sulla spesa delle famiglie, viene valutato fra i 6 e gli 11 miliardi di euro".

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