CONSUMI. Birra, i commenti degli agricoltori all’ok della Corte Ue al protezionismo svedese

Ieri è giunto al suo esito finale, presso la Corte di Giustizia europea, un ricorso della Commissione europea contro la Svezia, che ha applicato un sistema di tassazione interna tale da proteggere la birra, prodotta essenzialmente in Svezia, a discapito del vino, che invece viene principalmente importato. Sarebbe così venuta meno agli obblighi previsti dall’articolo 90 del Trattato CE, che prevede l’eliminazione di ogni forma di protezione che posso risultare dall’applicazione di imposizioni interne discriminatorie nei confronti di merci originarie di altri Stati membri.

Ma la Corte ha respinto il ricorso, spiegando che la Commissione europea non ha provato in modo giuridicamente sufficiente che la normativa presa in esame abbia causato un effetto protezionistico.

Sono arrivati subito i commenti negativi di Confagricoltura e della Coldiretti. "E’ un ulteriore esempio – ha commentato il Presidente di Confagricoltura Vecchioni – di quanta strada si debba ancora percorrere per tutelare i nostri prodotti nel mercato unico. Ci sembra che la Corte di giustizia, invece di difendere il grande principio generale della libera circolazione, si stia perdendo in dettagli ‘amministrativi’, degni un qualsiasi Tar italiano."

"Così si rischia un nuovo protezionismo tra i Paesi dell’Unione europea a scapito del vino" ha affermato la Coldiretti. "L’Italia – ha aggiunto la Coldiretti – è particolarmente colpita dalla sentenza, poiché è uno dei principali paesi fornitori di vino in Svezia con un valore delle esportazioni che nel 2007 ha raggiunto i 71,6 milioni di euro con un aumento del 12 per cento ed una quantità di oltre 35,4 milioni di bottiglie equivalenti. Ma preoccupa anche – ha concluso la Coldiretti – che tale decisione possa estendersi ad altri Paesi produttori di birra con il rischio di un ulteriore ridimensionamento dei consumi europei di vino".

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