CONSUMI. Buoni pasto, segnalazione Antitrust: “C’è poca concorrenza”

Poca concorrenza nel mercato italiano dei buoni pasto. Per questo "i bandi di gara dovrebbero attribuire punteggi massimi all’offerta che prevede il rimborso del buono pasto più elevato da parte delle società di emissione all’esercizio convenzionato". È quanto scrive l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una segnalazione relativa alle distorsioni nel mercato dei buoni pasto, inviata al presidente del Consiglio dei Ministri e al presidente della Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Scrive l’Antitrust che "in considerazione delle caratteristiche del mercato italiano della fornitura dei buoni pasto e, in particolare, a fronte della struttura concentrata dello stesso in cui i primi quattro operatori rappresentavano nel 2009 quasi il 70% del mercato, la partecipazione congiunta di operatori, che singolarmente potrebbero partecipare alla gara, determina effetti restrittivi della concorrenza nel mercato, in quanto restringe la platea dei concorrenti con vantaggi per coloro che riescono a concludere strategie di cooperazione".

Per l’Autorità, la prassi di aumentare le commissioni richieste agli esercenti per il rimborso del buono pasto "potrebbe produrre effetti distorsivi nella concorrenza nella gara e peggiorare la qualità del servizio reso ai consumatori, sia in termini di revoca del convenzionamento da parte dell’esercizio convenzionato sia in termini di offerta del bene o servizio reso dall’esercizio convenzionato".

Per l’Autorità, dunque, "i bandi di gara dovrebbero attribuire punteggi massimi all’offerta che prevede il rimborso del buono pasto più elevato da parte delle società di emissione all’esercizio convenzionato. Tale previsione disincentiverebbe l’adozione di aumenti delle commissioni a favore delle società di emissione a danno degli esercenti e, da ultimo, dei consumatori".

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