CONSUMI. CIA rileva: “Segnali di ripresa: frutta, ortaggi e polli ritornano sulle nostre tavole”

La Cia evidenzia che il lieve aumento registrato nel 2005 (più 1,1 per cento) si è consolidato nel primo trimestre del 2006 con una crescita superiore al 2 per cento. Un vero "boom" per il latte e i suoi derivati. Aumenti per la carne bovina e suina, per i salumi. In recupero le uova. Crollo per la margarina e l’olio di semi.

Nel 2005 si era registrata una crescita lieve dell’1,1 per cento, ma i dati (ancora provvisori) del primo trimestre del 2006 confermano una ripresa più evidente. I consumi alimentari delle famiglie, dopo due anni di stagnazione, tornano complessivamente ad aumentare (più del 2 per cento) spinti dal trend positivo della carne bovina e suina, del latte, dei formaggi, del pesce, dei salumi e a sorpresa anche di frutta, ortaggi e pollame. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale afferma che l’inversione di tendenza, peraltro già manifestatasi durante gli ultimi mesi dello scorso anno, va inquadrata, però, in una situazione di incertezza e di difficoltà per la nostra agricoltura, che continua a fare i conti con una preoccupante crisi strutturale, e per i produttori che hanno visto scendere i loro redditi del 10,4 per cento e del 4,6 per cento i prezzi praticati sui campi.

Ma torniamo ai dati sui consumi. Significativo -rimarcano gli agricoltori – è il "boom" registrato nei tre mesi dell’anno dal latte, le cui vendite sono cresciute, rispetto all’analogo periodo del 2005, di oltre il 6 per cento. Per il prodotto è, comunque, un incremento che ormai prosegue in maniera ininterrotta dal maggio dell’anno scorso. Andamento positivo si è avuto anche per derivati del latte: yogurt (più 5,8 per cento) e formaggi (più 0,7 per cento).

In aumento -rileva la Cia- i consumi di carne bovina (più 5,4 per cento) e suina (più 2,3 per cento). Segni positivi pure per i salumi che hanno messo a segno una crescita dell’1,5 per cento. Le sorprese riguardano, invece, frutta, ortaggi, pollame ed uova. La frutta, che nel 2005 aveva avuto una flessione dello 0,1 per cento e che nel gennaio di quest’anno aveva subito un calo del 3,8 per cento, ha mostrato una sostanziale ripresa, chiudendo il primo trimestre con un lieve incremento pari allo 0,5 per cento. Più evidente, invece, l’aumento verificatosi per gli ortaggi che, dopo il crollo del 4,6 per cento dell’anno passato, ha fatto registrare sin dall’inizio del 2006 una netta ripresa che nei primi tre mesi si è concretizzata con un più 3,9 per cento.
Il capitolo pollame ed uova evidenzia aspetti sorprendenti.

Per le carni avicole il 2005 si era chiuso con un calo del 12,5 per cento. Il 2006, soprattutto in seguito ad un’ingiustificata psicosi da influenza aviaria, si era aperto con una caduta a picco dei consumi (meno 35 per cento). Andamento negativo proseguito fino a metà di marzo scorso. Nell’ultima decade dello stesso mese c’è stato un primo ribaltamento, anche se di lievissima entità: più 3,5 per cento nei confronti di febbraio e più 4,8 di gennaio. La settimana precedente le festività di Pasqua ha consacrato questa ripresa mettendo a segno un incremento delle vendite pari al 5,6 per cento rispetto ai primi giorni dell’anno. Ovviamente, si parla di aumenti rispetto a cadute verticali dei consumi. Per questo appare prematuro parlare scenario rassicurante. L’inaspettato risveglio dei consumi non significa, infatti, che la crisi del settore avicolo sia stata superata. La situazione resta ancora molto difficile e complessa.

Stesso discorso per le uova, i cui consumi nel 2005 erano scesi dello 0,1 per cento e del 2,7 per cento nello scorso mese di gennaio. Ora -sostiene la Cia- siamo in presenza di un nuovo trend positivo (più 1,4 per cento a marzo).
Per gli altri settori si hanno andamenti contrastanti. Si va dagli aumenti per olio di oliva (più 1,5 per cento), vino e spumanti (più 1,8 per cento), prodotti ittici (più 10,3 per cento), e derivati dai cereali (più 0,4 per cento) ai crolli per margarina (meno 20 per cento) e olio di semi (meno 14,1 per cento). La Confederazione ricorda, infine, che nel corso del 2005 gli acquisti alimentari delle famiglie hanno superato i 193 miliardi di euro, con una crescita superiore al 2 per cento rispetto all’anno precedente.

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