CONSUMI. Carne equina, la maggior parte è importata. LAV: stop a lunghi trasporti di animali vivi

Ogni anno ogni italiano consuma in media quasi un Kg di carne equina, più che in ogni altro stato dell’Ue. Ma da dove proviene tale alimento? Per coprire il fabbisogno nazionale non sono sufficienti i 170mila cavalli macellati annualmente nel Paese. Ed è necessario ricorrere all’importazione, in gran parte dalla Spagna o dall’Est Europa. La LAV (Lega Anti Vivisezione) chiede lo stop ai lunghi trasporti di animali vivi e una maggior trasparenza per i consumatori. Molti cittadini, infatti, non sanno di acquistare fettine e bistecche ricavate da bestie allevate all’estero e arrivate presso i mattatoi locali solo dopo estenuanti viaggi di alcuni giorni.

In Italia si registra una tendenza alla flessione delle macellazioni di cavalli. Nell’ultimo decennio si è passati da 260mila animali (1995) a poco più di 167mila (2006). Attualmente il nostro Paese "importa l’84% dei cavalli movimentati nella UE e questo- sottolinea la LAV – lo rende il Paese con il più alto consumo di carni equine". Diminuisce l’import di bestiame vivo proveniente dall’Est Europa, mentre cresce progressivamente l’importazione dalla Spagna, da dove arrivano ogni anno circa 10mila capi.

La carne equina è apprezzata soprattutto dai pugliesi, che consumano il 32% del totale nazionale, dai lombardi (14,3%), e dai piemontesi (10,8%). Seguono gli abitanti di Emilia-Romagna (9,2%), Veneto (7,6%) e Lazio (5,5%). Si tratta comunque di dati in via di diminuzione. "Nel nord Italia – evidenzia la Lega Anti Vivisezione – la carne di cavallo è acquistata prevalentemente presso i canali della distribuzione organizzata e può essere carne macellata nel nostro Paese o carne importata già macellata. I consumatori tuttavia non sono informati sulla provenienza della carne. Il consumo in Puglia invece presenta caratteristiche molto particolari: i consumatori richiedono carne "fresca" acquistata esclusivamente presso il macellaio di fiducia e sono convinti che si tratti di carne di animali locali e macellati in loco. Questo consumo conserva ancora forti connotazioni tradizionali che tuttavia non stanno trovando conferma e apprezzamento nelle giovani generazioni".

"I consumatori – conclude la LAV – sono convinti che la carne che acquistano derivi da animali "locali" cioè cavalli allevati in zone vicine al luogo di macellazione e comunque animali che non subiscono un lungo trasporto verso il macello. Vi è quindi una evidente mancanza d’informazione relativamente al luogo d’origine dei cavalli destinati alla macellazione in Puglia, che in realtà provengano da Paesi come la Lituania, la Romania, la Polonia o la Spagna e che per arrivare al mattatoio siano costretti a viaggiare anche per due o tre giorni".

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