CONSUMI. Censis-Confcommercio: direzione ripresa, andamento stazionario

"La direzione è certamente di miglioramento complessivo e di ripresa ma l’andamento generale dei consumi è di stazionamento", e "le previsioni di spesa ci fanno intravedere dei germogli di fiducia ma resta troppo alto il numero di coloro che sostengono che spenderanno come prima o meno": è quanto ha detto il direttore del Censis, Giuseppe Roma, alla presentazione dell’Indagine Censis-Confcommercio su clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane, illustrata ieri a Roma.

Quali sono stati gli effetti della crisi economica sui consumi delle famiglie? Il 17% ha rinunciato a cose essenziali, il 49% ha ridotto gli sprechi e il 34% ha potuto mantenere invariate le abitudini di consumo. Per il primo semestre 2010, l’8,4% delle famiglie prevede che le spese per consumi diminuiranno (nel secondo semestre 2009 erano al 9,5%) mentre il 69% prevede una stabilità (contro il 71,7% precedente). Infine il 22,6% sostiene che le spese per consumi aumenteranno (contro il precedente 18,7%). Per quanto riguarda la visione per il futuro, a gennaio 2010 gli ottimisti sono scesi al 52,8%, contro il 56,8 di giugno 2009. In aumento i pessimisti al 34% contro il 32,7 di giugno scorso.

Complessivamente, la spesa delle famiglie per i consumi aumenterà dello 0,7% nel 2010 e dell’1,1% nel 2011. Una ripresa abbastanza lenta, dunque, che si accompagna a previsioni sul Pil di un aumento dello 0,9% nel 2010 e dell’1% nel 2011.

Per il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mario Bella, la crisi è "verosimilmente alle spalle, ma proseguono le fibrillazioni lungo un sentiero di moderata crescita, aggravata dall’aumento della disoccupazione". Dal lato dei consumi, non c’è tranquillità nella pianificazione degli acquisti e a fine 2011 Pil e consumi saranno ai livelli del 2000: rispetto ad un anno fa ogni italiano ha perso circa 40 euro al trimestre in termini di consumi effettivi.

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