CONSUMI. Cia: biologico senza crisi, aumento del 12% fra gennaio e ottobre 2010

I consumi biologici continuano a crescere. Mentre l’alimentare tradizionale segna il passo, chiudendo lo scorso anno a meno 0,6%, il biologico si appresta ad archiviare il 2010 con aumenti superiori al 10%. Si tratta di una tendenza di crescita che prosegue ormai da tre anni, coinvolge sempre più famiglie e nonostante abbia la propria roccaforte nel Nord Italia, comincia a diffondersi anche nel Mezzogiorno.

È quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori, sottolineando che il segmento bio ha segnato un aumento del 12,1% solo fra gennaio e ottobre 2010, con stime che lasciano presupporre un più 10% a fine 2010. "Soltanto nel mese di dicembre – rilevano la Cia e la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio – i consumi "bio" hanno registrato un incremento dell’11,5%. Una tendenza destinata a consolidarsi anche nel primo scorcio del 2011, complice anche l’allarme diossina scoppiato in Germania su uova, polli e carne di maiale. Proprio le uova biologiche, infatti, hanno segnato dall’inizio dell’anno una crescita dell’8%, anche se a trainare la spesa biologica resta ancora il comparto dei cereali e derivati (con aumenti oltre il 15%), il settore lattiero-caseario (più 11%) e l’ortofrutta fresca e trasformata (più 5%)".

I dati sono resi noti in occasione di "Biofach 2011", la fiera del biologico che si tiene a Norimberga fino al 19 febbraio. E anche se il consumo di prodotti biologici rimane ancora prerogativa dell’Italia settentrionale, che acquista oltre il 70% dei prodotti, comincia a crescere anche al Sud: in Sicilia ad esempio, nei primi tre trimestri del 2010, i consumi biologici sono aumentati del 25,3%.

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