CONSUMI. Coldiretti, si ritorna a comperare il latte in stalla

Nell’ultimo anno sono aumentate dell’8 per cento le vendite dirette dalla "stalla" al consumatore di latte, formaggi e yogurt, per un totale di quasi 290 milioni di chili in equivalente latte. E’ quanto stima Coldiretti nel sottolineare che il record della campagna lattiero casearia 2005 ha messo in luce una voglia crescente degli italiani di fare acquisti alimentari che garantiscono qualità, origine e genuinità. Si tratta – precisano i coltivatori – di una opportunità per i consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità, ma anche di una occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare un prodotto frutto di una combinazione unica di razze, alimentazione, territorio e ambiente.

Peraltro, mentre si è verificato un aumento nella spesa per acquisti familiari in latte fresco del 5,9 per cento nei primi due mesi del 2006, l’industria ha proposto una insostenibile riduzione del prezzo pagato agli allevatori ad un valore di appena 30 centesimi al litro, che si moltiplica però del 300 per cento dalla stalla allo scaffale. Anche per questo si registra un incremento nel numero di aziende interessate alla vendita diretta che già coinvolge 4.300 allevamenti con un fatturato di circa 200 milioni di Euro, sostenuto anche dalla diffusa volontà dei consumatori di verificare personalmente qualità, genuinità, origine e tecnologie utilizzate per il cibo che si porta in tavola per essere sicuri di mangiare sano. A spingere la vendita diretta in stalla è anche la diffusione di nuove tecnologie con un vero e proprio boom per il latte appena munto venduto alla spina da un numero crescente di allevatori che offrono, grazie ad una tecnologia pulita ed innovativa, latte freschissimo, genuino e a costi contenuti. Secondo un monitoraggio dell’associazione sono circa duecento i distributori automatici dove è possibile acquistare "latte crudo", ottenuto direttamente dalla mungitura e non trattato termicamente, a differenza sia del latte fresco pastorizzato che di quello a lunga conservazione (UHT). Si tratta di una terza possibilità offerta in numerose regioni a vantaggio di chi non si accontenta delle offerte tradizionali (UHT o pastorizzato) e vuole invece gustare latte freschissimo tutti i giorni naturalmente in linea con tutte le normative igienico sanitarie in materia. Il latte fresco appena munto se conservato in frigo dura 48 ore è venduto in tutte le regioni del Nord dalla Lombardia al Piemonte, dal Friuli al Veneto all’Emilia Romagna ma anche nelle Marche, nel Lazio fino alla Puglia. Fare il "pieno" è possibile con una bottiglia da un litro che viene riempita di latte appena munto dopo aver inserito una moneta da un euro nella macchinetta distributrice che, naturalmente, deve essere in linea con tutte le normative igienico sanitarie in materia di vendita di latte.

Un risparmio del 20 – 30 percento rispetto al normale prezzo del latte fresco in vendita con anche il vantaggio di riutilizzare il contenitore impiegato senza produrre inutili rifiuti. Le "milk slot machine" per la vendita diretta di latte dalla stalla al consumo incontrano il gradimento dei cittadini con un consenso in continua ascesa perché – continua la nota – conciliano convenienza e salute offrendo l’opportunità di gustare latte appena munto e di beneficiare delle sue note proprietà. Il prossimo obiettivo – conclude Coldiretti – è quello di superare alcuni vincoli amministrativi presenti per garantire l’opportunità di gustare il latte fresco appena munto anche nei luoghi pubblici come le scuole, gli uffici, gli ospedali e le mense.

 

 

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