CONSUMI. Confcommercio-Censis: segnali di cauta ripresa dopo l’estate

I segnali di turbolenza si attenuano, diminuisce il clima di incertezza ma rimane la consapevolezza delle difficoltà esistenti. Di fronte alla crisi, c’è un diffuso atteggiamento di prudenza che si evidenzia nella previsione di risparmiare di più (46,2%) e di ridurre i consumi (25,8%). Nelle prospettive future si segnalano però alcuni spiragli di ripresa che potrebbero portare una modesta ma interessante (visti gli ultimi mesi) ripresa dei consumi dopo l’estate. È la fotografia che emerge dall’indagine Confcommercio-Censis sul "Clima di fiducia ed aspettative delle famiglie italiane" presentata oggi.

Aumentano le famiglie che guardano al futuro con ottimismo (il 56,8% contro il 52,4% di gennaio) anche se quasi un terzo rimane pessimista. Il confronto fra il secondo semestre 2008 e il primo semestre 2009 evidenzia una sostanziale stagnazione delle spese delle famiglie italiane: in particolare, il 43,8% indica un aumento delle spese causato dall’aumento delle tariffe per le spese domestiche, il 43,3% afferma che la spesa è simile a quella dei sei mesi precedenti e quasi il 13% sostiene di aver ridotto le spese familiari. Ne emerge, afferma l’indagine, una "sostanziale inerzia" dei consumi negli ultimi tempi. Il disagio maggiore si segnala al Centro e al Sud, fra le famiglie con figli e tra i monogenitori e fra le fasce più basse di reddito. "In alcuni casi – rileva il rapporto – si tratta di maggiore propensione al risparmio dettato da un senso di prudenza, in altre situazioni di reali difficoltà economiche".

Segnali di disgelo emergono invece per i prossimi mesi: il 18,7% afferma che aumenterà le proprie spese, il 71,7% che le manterrà stabili, il 9,5% prevede una riduzione. Il Paese, afferma il rapporto, complessivamente ha retto all’inverno di crisi ma c’è ancora un diffuso "senso di smarrimento" che fa temere ulteriori effetti negativi sull’occupazione (42,9%) e un nuovo ridimensionamento della capacità di spesa delle famiglie (41,3%).

Si prospetta comunque una crescita dei consumi "interessante" se paragonata all’andamento degli ultimi mesi ma frenata dalla cautela che fa orientare le famiglie verso la previsione di un aumento delle capacità di risparmio, segnalata nel 46,2% dei casi, e di dover tagliare i consumi per il 25,8% dei casi. Allo stesso tempo, aumenta rispetto all’indagine precedente anche il numero di chi dichiara che non rinuncerà a nulla ma cercherà di spendere di meno (21,8%) e quella di chi afferma che lavorerà di più (10,1%).

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