CONSUMI. Confcommercio: ad aprile trend negativo anche per il settore servizi

Prosegue la discesa dei consumi degli italiani. In aprile si segnala un meno 0,9% rispetto allo stesso mese del 2007. Ma il fatto più significativo è che per la prima volta la crisi riguarda anche i servizi (-0,8%). E’ quanto emerge dai dati dell’Indicatore dei Consumi di Confcommercio. Mercato in flessione per l’industria di auto e moto, così come per ristorazione ed alloggio. Si confermano in calo anche gli alimentari, l’abbigliamento ed i beni e servizi per la casa. Dinamiche positive invece per comunicazioni e cura della persona.

Per il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, il fenomeno è legato alla bassa crescita del reddito disponibile delle famiglie italiane. "Secondo l’analisi fatta da Bankitalia – ha sottolineato il direttore – dal 1990 ad oggi il reddito del consumatore italiano è cresciuto solo del 5% rispetto al 20% di un consumatore tedesco e al 45% di un francese". La novità del mese di aprile è la discesa del comparto servizi, colpito per la prima volta dalla crisi dei consumi. Tale andamento appare sostanzialmente essere una conseguenza degli aumenti di energia e prodotti alimentari.

"La stima per aprile 2008 – sottolinea Confcommercio – della domanda per i servizi di ristorazione e di alloggio mostra, dopo la ripresa del primo trimestre, una flessione dei consumi delle famiglie (-1,9% in termini tendenziali), evoluzione che riflette in larga parte gli effetti del diverso periodo in cui è caduta la Pasqua. I beni ed i servizi per la mobilità hanno registrato anche ad aprile una riduzione della domanda sia pure di dimensioni meno consistenti rispetto a quanto registrato a marzo (-3,4% a fronte del -14,5%), in conseguenza di una condizione di criticità del mercato delle auto acquistate da persone fisiche che ha portato nel primo quadrimestre ad una riduzione del volumi acquistati del 6,6%". Consumi in caduta per abbigliamento e calzature (-1,9%) e dei beni e servizi per la casa (-0,5%). Meno 1,7% rispetto al 2007 anche per tabacchi e alimentari. Uniche eccezioni sono i beni e servizi per le comunicazioni (+6,3%) e per la cura della persona (+3,1%).

 

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