CONSUMI. Confcommercio: detassare tredicesime per redditi medio-bassi

Servono "misure urgenti per sostenere domanda e consumi, come la parziale detassazione delle tredicesime per i redditi medio-bassi" ed "incentivi mirati per una pluralità di settori produttivi e distributivi": è quanto ha detto oggi il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli facendo un bilancio del settore commerciale e delle prospettive di uscita dalla crisi economica. "Sosteniamo i redditi delle famiglie e sosteniamo l’innovazione anche nei servizi, anche nella distribuzione commerciale – ha detto Sangalli – Si tratta di due grandi volani di crescita. Ne trarrebbero vantaggio le famiglie e le imprese dei servizi. Ma, soprattutto, ne trarrebbe vantaggio l’economia del Paese nel suo complesso".

La ricerca "Il commercio dentro la recessione", presentata a Roma a cura dell’Ufficio Studi della Confederazione, rivede al rialzo le stime sul Pil e sui consumi: secondo i dati resi noti, il Pil quest’anno passa dal -4,8%, previsto a luglio scorso, al -4,6%. I consumi passano da una stima del -1,9% al -1,8%. Le stime del Pil per il 2010 passano invece dallo 0,6% allo 0,7% e per il 2011 dallo 0,8% allo 0,9%. I consumi restano al +0,6% nel 2010 e al +0,7% nel 2011.

Per le imprese del commercio, ha sottolineato Sangalli, il sostegno ai redditi delle famiglie è fondamentale: "Tra il 2000 ed il 2008 – ha ricordato – i consumi pro-capite sono cresciuti in media di appena lo 0,5% all’anno, mentre ormai le spese obbligate – affitti, luce, gas, acqua e quant’altro – assorbono quasi il 40% della spesa complessiva. Il tutto con una pressione fiscale complessiva inchiodata intorno al 43%".

Sul tema della riduzione della pressione fiscale, per il presidente Confcommercio "non sono possibili scorciatoie rispetto alla costruzione di condizioni di contestualità fra tre grandi processi: controllo e riqualificazione della spesa pubblica, e riduzione della sua parte più improduttiva; contrasto e recupero di evasione ed elusione; progressiva riduzione delle aliquote fiscali. Integrando, in questo modo, il principio del ‘pagare tutti per pagare meno’ con il principio del ‘far pagare meno per far pagare tutti’". Positivo dunque il giudizio su un primo intervento sull’Irap.

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