CONSUMI. Confcommercio: nelle feste nessun crollo. Federconsumatori e Adusbef: meno 12%

Fra Natale e Capodanno non c’è stato alcun crollo delle vendite, anche se le famiglie sono rimaste prudenti e dunque hanno seguito un comportamento in linea con l’andamento dell’economia e la debolezza della domanda interna. È quanto segnala oggi Confcommercio sulla base di un primo monitoraggio sui consumi fatto attraverso le Federazioni aderenti. Una stima contestata però da Federconsumatori e Adusbef, per le quali invece il primo consuntivo dei consumi delle feste segna un meno 12%.

Secondo i dati Confcommercio, nel settore ristorazione sono stati cinque milioni gli italiani (circa il 2,5% in più rispetto al 2009) che hanno pranzato a Natale nei 60mila ristoranti aperti per una spesa complessiva pari a 217 milioni di euro (il 4% in più rispetto allo scorso anno).
Nel campo abbigliamento, sono "in leggero recupero i consumi di abbigliamento quest’anno, soprattutto nel secondo semestre del 2010, anche se non ancora sufficientemente significativi. In particolare, gli acquisti per le festività sono stati all’insegna del risparmio: sono stati, infatti, privilegiati gli accessori di abbigliamento, i "piccoli pezzi" – regali tipicamente natalizi – mentre per la vendita dei capi spalla una spinta importante dovrebbe arrivare dall’avvio dei saldi".

Nella Grande distribuzione sono stati privilegiati gastronomia, prodotti tipici e made in Italy; bene il settore dell’elettronica che è stata trainata dalle vendite dei televisori di ultima generazione, anche grazie all’introduzione del digitale terrestre, e dalle più recenti novità tecnologiche, come i tablet e gli smartphone. Pienone anche nei mercatini, nei quali però gli acquisti si sono concentrati nei giorni immediatamente precedenti al Natale, soprattutto per piccoli regali. Le vendite di libri, infine, nel 2010 hanno fatto registrare un leggero calo rispetto a quelle dell’anno precedente "ma il mercato ha parzialmente recuperato i volumi abituali nel periodo natalizio, confermando l’abitudine degli italiani a considerare il libro tra i regali preferiti perché sempre gradito, utile ed economico", sostiene Confcommercio.

Diverse le stime della associazioni dei consumatori. "Francamente, non riusciamo a comprendere da cosa derivi l’ottimismo di Confcommercio relativamente all’andamento delle spese in occasione delle festività natalizie, ma soprattutto non si capisce dove possa portare questo atteggiamento", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef.

Per le due associazioni, nel periodo natalizio i consumi hanno seguito un andamento peggiore rispetto alle stime giù negative che erano state elaborate e che parlavano di una previsione di spesa complessiva di 5,5 miliardi di euro. "Il primo consuntivo sui dati a campione raccolti dal nostro osservatorio, invece, registra un ammontare che sfiora appena i 5 miliardi di euro, con una caduta dei consumi del 12% rispetto allo scorso anno – affermano Federconsumatori e Adusbef – Secondo tali dati gli unici settori che hanno resistito al crollo sono stati quello dell’editoria, rimasto stabile, e quello dell’elettronica di consumo, che ha registrato un debole +1% (inferiore al +3% previsto in precedenza). Si riconfermano in negativo, invece: il settore dell’abbigliamento e delle calzature -14%; il settore dei mobili, dell’arredamento per la casa e degli elettrodomestici -21%; quello della profumeria e della cura della persona -9%; il settore dei giochi, giocattoli e dello sport -2% e persino il settore alimentare -2%".

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