CONSUMI. Confcommercio: primi segnali di ripresa

Consumi in leggera ripresa: a giugno e luglio, per la prima volta dopo un anno e mezzo, si rilevano infatti due variazioni positive consecutive sia rispetto ai mesi precedenti sia rispetto al 2008. E il miglioramento segnala una crescita della domanda sia per i beni che per i servizi. È quanto registra l’odierno Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) che segnala in particolare, per il mese di luglio 2009, un incremento dello 0,5% su base annua e dello 0,2% rispetto a giugno.

Segnali di miglioramento arrivano anche dal clima di fiducia delle famiglie, mentre i prezzi relativi al paniere dei beni e servizi che compongono l’ICC hanno evidenziato, anche nel mese di luglio 2009, una significativa tendenza al ridimensionamento con un meno 1,6% complessivo.

La stima della domanda delle famiglie per prodotti alimentari, bevande e tabacchi – registra ancora l’ICC – segnala però una diminuzione del 3,1% in termini di volumi acquistati e questo viene interpretato come fattore che richiede prudenza: "Questa evidenza – precisa Confcommercio – è uno degli elementi che obbligano alla massima cautela nell’interpretazione dei dati, certamente positivi, del bimestre giugno-luglio 2009".

I segnali di rilancio dei consumi non rappresentano un indice di ripresa consolidata: questo il commento con il quale i dati Confcommercio sono accolti da Adiconsum. Per il segretario generale Paolo Landi, infatti, tali segnali "purtroppo non indicano un’uscita dalla crisi economica". L’associazione chiede di liberare risorse detassando in busta paga i salari di produttività e di redditività e chiede a Confcommercio e Confesercenti "un tavolo di confronto per la ricerca di soluzioni a tutela dei consumatori e di sviluppo della rete commerciale del Paese". "Non serve – conclude il segretario nazionale Pietro Giordano – uno sviluppo selvaggio degli Ipermercati, penalizzando i negozi di prossimità, realtà commerciali vicine alle residenze dei consumatori. Si progetti insieme un sistema distributivo che sviluppi qualità del servizio e beni di consumo a prezzi competitivi".

Il cauto ottimismo espresso da Confcommercio non è condiviso neanche da altre associazioni dei consumatori. Per il Codacons, infatti, la ripresa è ancora lontana ("Solo di fronte ad una sostanziale riduzione dei listini di almeno il 20% – afferma il presidente Carlo Rienzi – i consumatori torneranno ad acquistare mettendo in moto l’economia nazionale a vantaggio dell’intero paese"), mentre l’Adoc rileva che la ripresa non coinvolge alimentari e abbigliamento. "E’ preoccupante il continuo calo dei consumi nel settore alimentari, che Adoc stima al 5% nel 2009 – commenta infatti Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – Indica una preoccupante situazione di disagio da parte delle famiglie, costrette a tagliare la spesa alimentare per far fronte alla crisi. Anche i beni secondari, quali abbigliamento e calzature, registrano un forte calo. Negli ultimi saldi il 46,9% dei consumatori non ha effettuato acquisti, la spesa a famiglia è stata intorno ai 200 euro, il 10% in meno del 2008".

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