CONSUMI. Confcommercio, ripresa frena a settembre

Consumi freddi a settembre. A comunicarlo è la Confcommercio, secondo cui la ripresa è sfumata (0,1% a settembre, il dato più basso degli due anni) per tutti i beni e i servizi, compresa la mobilità (-0,4%). A reggere, secondo i principali risultati che emergono dall’Indicatore Consumi e Prezzi di Confcommercio, sarebbero solo il comparto delle comunicazioni (+8,7%) e quello della cura della persona (+4,2%). Nei primi nove mesi dell’anno l’aumento delle quantità acquistate è stato di appena lo 0,7% rispetto all’1,7% dell’analogo periodo del 2006.

Inoltre, nella media del periodo gennaio-settembre le quantità acquistate hanno registrato un aumento, in termini tendenziali dello 0,7%, valore decisamente inferiore all’1,7% registrato dall’indicatore nell’analogo periodo del 2006. "La contenuta evoluzione della domanda delle famiglie rilevata dall’indicatore – si legge nel comunicato di Confcommercio – si inserisce in un contesto economico caratterizzato da molti elementi di incertezza come confermano il progressivo ridimensionamento del clima di fiducia delle famiglie e gli andamenti più recenti di produzione industriale ed ordinativi che segnalano nel mese di agosto una ripresa dei livelli di attività (+1,3% la variazione congiunturale) a cui si contrappone un ridimensionamento degli ordinativi (-0,8% congiunturale)".

Per l’Adoc la causa della frenata dei consumi sta nell’aumento dei prezzi, a volte incontrollato e speculativo, e nel crescente indebitamento delle famiglie. "Sono continue prove di recessione – commenta il Presidente dell’Adoc, Carlo Pileri – I rincari dei beni, in primis quelli alimentari e l’aumento dell’indebitamento delle famiglie stanno portando a una preoccupante recessione. E’ un tema che, purtroppo, stiamo sottolineando da tempo e che va affrontato con emergenza".

"Registriamo un calo delle vendite a saldo – continua Pileri – un calo del 20% degli avventori nei ristoranti, un progressivo accorciamento della durata delle vacanze. Sono tutti segnali di un sistema in crisi. Perciò reiteriamo la richiesta di un incontro con Governo e parti sociali e imprenditoriali per un rilancio dei consumi e un contenimento dell’indebitamento delle famiglie, che coinvolge non solo le famiglie "ricche", come sostenuto dall’Abi. Urge evitare un peggioramento della situazione".

LINK: Grafici e tabelle ICC-Confcommercio

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